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Nuotatore vince l’oro, poi durante l’intervista sente un avviso: squalificato per una regola assurda

Ha fatto scalpore negli Stati Uniti quanto avvenuto nella finale dei 1500 metri in una competizione a livello universitario: Owen Lloyd aveva stravinto la gara, ma la sua gioia si è trasformata poco dopo in disperazione quando durante l’intervista ha appreso in diretta di essere stato squalificato per una regola assurda, contestata anche dal secondo classificato, che è stato promosso primo: “È la regola più stupida del nuoto”.
A cura di Paolo Fiorenza
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Toccare il cielo con un dito e poi scoprire in diretta dall'annuncio di uno speaker che quello che credeva di aver appena vinto gli era stato tolto per l'applicazione ottusa di una regola assurda e non conosciuta dagli stessi nuotatori: il 22enne Owen Lloyd aveva vinto, anzi stravinto, la finale dei 1500 metri stile libero agli Atlantic Coast Conference Swimming and Diving Championship, una competizione riservata agli atleti dei college statunitensi.

Con il tempo record di 14'37"04, Lloyd aveva portato a casa la medaglia d'oro per sé e la sua università, North Carolina State, ma la sua prestazione sportiva è stata cancellata dalla squalifica arrivata subito dopo l'arrivo, quando il nuotatore si accingeva a rilasciare la classica intervista di rito a bordo vasca. "Signore e signori, c'è una squalifica in questo evento – ha annunciato lo speaker, mentre stupore, incredulità e disperazione si disegnavano sul volto del giovane – L'atleta in corsia 4 è stato squalificato per essere entrato nella corsia di un altro concorrente prima della fine".

Owen Lloyd sta per fare il gesto che gli costerà la squalifica
Owen Lloyd sta per fare il gesto che gli costerà la squalifica

Cosa era accaduto? Lloyd, vincitore con buon margine sul secondo classificato e con distacchi abissali sul resto del lotto, si era comprensibilmente lasciato andare all'esultanza, salendo sul separatore di corsia alla sua destra, ovvero quello dove aveva appena toccato il bordo vasca Ross Dant, piazzatosi secondo. Poi Lloyd si era immerso nella corsia di Dant – suo compagno di squadra – abbracciandolo, facendo poi ritorno nella propria. Il problema, dal punto di vista regolamentare, è che la gara era ancora in corso, visto che altri nuotatori avevano addirittura due vasche di svantaggio rispetto ai primi.

La regola 2-5-1-b della NCAA Swimming & Diving, nella sezione chiamata "penalità" stabilisce quanto segue alla voce "interferenza": "Un nuotatore che cambia corsia durante una gara sarà squalificato". Tutto corretto a termini di regolamento, ma in questo caso l'applicazione della norma appare priva di buon senso a dire poco, visto che è palese che Lloyd non abbia in alcun modo interferito con gli altri concorrenti ancora impegnati in vasca nelle altre corsie.

Insomma lo spirito della norma – e dello sport – è stato tradito, privilegiando il rispetto letterale della medesima, ovvero che una gara termina effettivamente quando l'ultimo concorrente tocca il muretto per fermare il cronometro. La vicenda non solo ha gettato nella disperazione Lloyd, ma ha lasciato attonito lo stesso pubblico ed anche il nuovo vincitore della finale ha espresso tutta la sua contrarietà per la decisione dei giudici di gara: "Penso che sia la regola più stupida nel nuoto – ha detto Dant – Owen mi ha battuto in modo onesto. Dovrebbe essere sul gradino più alto del podio. Era emozionato, è stata una vittoria enorme per lui. Se lo è guadagnato e questa era la sua emozione. Ci alleniamo tutto l'anno per un momento del genere. Averlo squalificato, penso, è la cosa più stupida di sempre".

Dal canto suo, Lloyd si è sfogato in un post su Instagram, promettendo riscossa: "Sconvolto, arrabbiato e confuso per quello che è successo, ma non sconfitto. Possono togliermi la vittoria ufficiale ma non potranno mai togliermi la spinta, la mia passione e amore per la mia squadra. So che non ho finito e che tutto questo ha solo aggiunto altra benzina sul fuoco. Sono grato a tutti coloro che mi hanno supportato, applaudito, fischiato e aiutato ad arrivare dove sono, non abbiamo ancora finito". Quanto accaduto sarà insomma motivazione supplementare per il giovane nuotatore per riprendersi in futuro quello che sente suo.

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