Verstappen e la confessione a Juncadella prima della 24h al Nurburgring: “Parti tu, è meglio. Mi conosco”

Max Verstappen era il nome più atteso alla 24 Ore del Nurburgring, ma la decisione più importante prima della partenza l'ha presa togliendosi dal centro della scena. A raccontarlo è stato Dani Juncadella, compagno dell'olandese sulla Mercedes-AMG GT3 #3 del team Verstappen Racing/Winward Racing, nell'equipaggio completato da Jules Gounon e Lucas Auer. Dopo le qualifiche, chiuse al quarto posto assoluto, infatti, è stato proprio il quattro volte campione del mondo di Formula 1 ad andare dallo spagnolo per proporgli di prendere il via della corsa.
Il racconto dell'esperto pilota spagnolo, nell'intervista rilasciata a SoyMotor, chiarisce il motivo di quella scelta: "Venerdì sera, dopo le qualifiche, Max è venuto da me e mi ha detto: ‘Meglio che parti tu, perché mi conosco e sono 24 ore. È il primo giro, siamo quarti e avrò voglia di mettermi a lottare con tutti. Parti tu, è meglio'".

Perché Verstappen ha chiesto a Juncadella di partire al suo posto
Il retroscena è significativo perché mostra come Verstappen abbia affrontato il debutto nella 24 Ore del Nurburgring con una logica diversa da quella della Formula 1. Non da pilota chiamato a dimostrare qualcosa subito, ma da componente di un equipaggio. La Mercedes #3 aveva il passo per giocarsi la vittoria e lo aveva già dimostrato in qualifica: Max ha portato la macchina nella fase decisiva, poi Juncadella ha firmato il giro che è valso la seconda fila in griglia.
Da lì la scelta ponderata sulla partenza. L'olandese avrebbe potuto prendersi il primo stint, anche solo per il peso mediatico del suo debutto. Invece ha valutato il rischio e ha preferito affidare quella fase al più esperto compagno di squadra. Non per mancanza di fiducia, ma per gestione della gara. E quel "mi conosco" rivela anche la maturità ormai raggiunta da Verstappen: Max sa quanto può essere aggressivo nei primi giri e quanto una partenza concitata al Nurburgring possa diventare pericolosa per una macchina candidata al successo.

Una scelta che, come sottolineato dallo stesso Juncadella, ha alzato anche il livello di fiducia degli altri componenti del team: "Per me è stato fantastico sentire questa fiducia da parte sua e il fatto che abbia voluto che fossi io a occuparmi della partenza" ha infatti aggiunto il 35enne di Barcellona.
La gara ha confermato la competitività dell'equipaggio. La Mercedes-AMG GT3 #3 è rimasta a lungo in lotta per la vittoria e nelle fasi decisive è sembrata avere anche il margine per controllare la corsa. Verstappen è andato forte, ha costruito vantaggio nei suoi stint e ha lasciato la macchina in testa prima del cambio con l'iberico.
Il guasto che ha spento i sogni di vittoria della Mercedes #3
Il sogno si è interrotto poco dopo. Appena è salito in macchina, Juncadella ha avvertito prima un problema all'ABS, poi rumori e vibrazioni sempre più evidenti. Il rientro ai box è diventato inevitabile e la diagnosi ha chiuso ogni possibilità di successo: danno al semiasse e alla trasmissione nella zona posteriore destra. Per lo spagnolo non si è trattato di un errore o di una conseguenza del ritmo tenuto in gara, ma di pura sfortuna meccanica.

La vittoria è andata all'altra Mercedes del team Ravenol, mentre l'equipaggio di Verstappen si è dovuto accontentare di un finale senza gloria dopo aver comandato la corsa. Resta però il peso del weekend: Max non ha soltanto mostrato velocità sul Nordschleife, ma anche una lettura molto lucida della gara. La confessione fatta a Juncadella prima del via racconta proprio questo: alla sua prima 24 Ore del Nurburgring, il 28enne di Hasselt ha capito che per vincere non bastava essere il più veloce. Bisognava anche sapere quando fare un passo indietro.