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Russell al veleno su Verstappen: “Quando vinceva non si lamentava. Ritiro? La F1 è più grande di lui”

George Russell punge Max Verstappen sulle critiche alla F1 2026 e sul possibile ritiro: “Quando vinceva non si lamentava. La Formula 1 è più grande di lui”.
A cura di Michele Mazzeo
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Dopo il GP di Suzuka, le parole con cui Max Verstappen ha messo in discussione il proprio futuro hanno agitato la Formula 1 e aperto un fronte politico oltre che tecnico. Le critiche del quattro volte campione del mondo alla nuova F1 2026, già finite sotto osservazione anche ai vertici del Circus, hanno trovato la replica più dura proprio in George Russell, uno che con l'olandese ha un rapporto già logorato da vecchie tensioni e che oggi parla dalla posizione di forza di una Mercedes partita davanti a tutti in questo nuovo ciclo tecnico.

Il britannico non ha negato il peso del pilota Red Bull dentro lo sport, ma ha ridimensionato subito il tema del possibile addio. "La Formula 1 è più grande di qualsiasi pilota. Non vorresti perdere Max, credo che a tutti noi piaccia gareggiare contro di lui ed è parte integrante dello sport", ha detto. Il 28enne inglese riconosce dunque il valore del rivale, ma allo stesso tempo gli toglie centralità, quasi a dire che nessuno può piegare da solo la F1 alle proprie insofferenze.

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Poi arriva la vera stoccata. Russell ha riportato tutto al dato più semplice e più feroce del paddock: i giudizi cambiano quando cambia la classifica: "Non mi è piaciuto guidare la vettura del 2022, il porpoising distruggeva la schiena a tutti. La vettura era grande, pesante e nelle curve ad alta velocità non era molto piacevole da guidare. Ma lui non se ne lamentava, perché vinceva". Il problema, secondo il pilota Mercedes, quindi, non sarebbe soltanto la nuova macchina, ma il fatto che oggi Verstappen e la Red Bull non sono più al vertice del campionato.

L'inglese insiste infatti proprio su questo punto e legge le bordate del rivale come il riflesso di una frustrazione competitiva: "Si lamenta in maniera diversa dai piloti Mercedes, Ferrari e McLaren, perché noi siamo in testa alla griglia, ed è del tutto naturale. Si capisce e si riconosce la frustrazione".

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Sul possibile ritiro, poi, George Russell affonda ancora: "Ma lui ha raggiunto ciò che la maggior parte dei piloti sogna, cioè vincere un campionato. Ne ha vinti quattro. In fin dei conti, credo che sia arrivato a un punto della sua vita in cui non c'è davvero molto altro da raggiungere in Formula 1. Forse potrebbe puntare ai record, ma, conoscendolo, vorrà fare ciò che lo fa sorridere". Dentro queste parole c'è l'idea che Verstappen stia guardando oltre la F1, anche perché il nuovo regolamento 2026, fondato su una gestione dell'energia molto più invasiva, è diventato il simbolo di una categoria che lui sente sempre meno sua. Non a caso FIA e Formula 1 stanno già discutendo modifiche da introdurre prima di Miami.

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