La pit–lane di Valencia / Getty
in foto: La pit–lane di Valencia / Getty

La stagione 2020 della MotoGP non parte ma il regolamento tecnico sì: questa in sintesi la decisione comunicata ai costruttori impegnati in classe regina che, alla vigilia della gara inaugurale, il GP del Qatar, avrebbero dovuto sottoporre motori e aerodinamica alle verifiche tecniche normalmente stabilite dalle norme del campionato. Come noto, il round di apertura della MotoGP è stato cancellato per le limitazioni imposte dalle autorità locali ai passeggeri dei voli provenienti dai Paesi che per primi hanno scoperto di essere colpiti dal Coronavirus (a questi link gli aggiornamenti in tempo reale e le ultime notizie dall’Italia e dal mondo), motivo per cui sono saltati anche i controlli tecnici che identificano la situazione di partenza delle moto al via del Mondiale.

Diseguaglianze nello sviluppo anche in MotoGP

Questo ha permesso ad alcuni costruttori – che hanno sede in Paesi come il Giappone, dove il Governo non ha disposto restrizioni all’apertura degli stabilimenti – di continuare a lavorare allo sviluppo del prototipo, diversamente da altri che – dovendo rispettare le misure di contenimento dei contagi che hanno obbligato allo stop delle attività ritenute non essenziali – non hanno la possibilità di proseguire nella stessa direzione. Una diseguaglianza analoga a quella che nei giorni scorsi è emersa anche in Formula 1, dove i dipendenti di alcuni team (come Mercedes e Red Bull) erano regolarmente al lavoro al contrario di quelli della scuderia Ferrari, fermi nel rispetto delle decisioni dello Stato italiano. Alla stessa maniera della Formula 1 che ha imposto la sospensione delle attività a tutti i Reparti Corse delle squadre iscritte al campionato, anche la MotoGP ha comunicato ai costruttori impegnati in MotoGP il blocco dello sviluppo. La decisione, anticipata dal sito italiano Gpone.com, prevede che, a partire dal 25 marzo, tutte le Case dovranno fermare il lavoro sui prototipi.

La decisione comunicata ai team MotoGP

I costruttori hanno già ricevuto la comunicazione del Direttore tecnico del campionato, Danny Aldridge, che informa del divieto di sviluppo che interessa sia motori sia aerodinamica. Vale a dire che, entro mercoledì prossimo le Case che non godono di concessioni (Honda, Ducati, Yamaha e Suzuki) dovranno sottoporre alla verifica tecnica i propri motori che verranno quindi congelati. Ciò significa che, nonostante la partenza del campionato sia al momento slittata al GP di Spagna del 3 maggio (qui l’ultima versione del calendario 2020) con la concreta possibilità che il round di Jerez venga rimandato così come il successivo a Le Mans, in Francia, i costruttori che sono soggetti a limitazioni non potranno continuare a lavorare allo sviluppo del propulsore diversamente da Aprilia e KTM che, godendo invece delle concessioni, possono sviluppare il motore anche durante la stagione. A questo vantaggio tecnico (uso di 9 motori a stagione con sviluppo libero anziché 7 congelati) si sommano inoltre le possibilità di poter disporre 6 wild card anziché 3 e test illimitati.

Diverso il caso dell’aerodinamica che non è invece soggetta alle restrizioni previste dal sistema delle concessioni: lo sviluppo aerodinamico, come stabilito dal regolamento tecnico in vigore, permette una sola evoluzione del pacchetto a tutti i costruttori iscritti da più di un anno al campionato. Ciò equivale a dire che entro mercoledì prossimo Honda, Ducati, Yamaha e Suzuki, così come Aprilia e KTM dovranno sottoporre il proprio kit aerodinamico all’approvazione del Direttore tecnico e avranno a disposizione un solo step di sviluppo nel corso della stagione.