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Leclerc perde il podio all’ultimo giro del GP Miami per un errore: “Ho buttato tutto nella spazzatura”

Charles Leclerc perde il podio nel GP di Miami all’ultimo giro dopo un errore e un contatto con il muro. Il pilota Ferrari si assume la colpa: “Ho buttato tutto nella spazzatura”.
A cura di Michele Mazzeo
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Charles Leclerc ha perso il podio nella gara del GP di Miami all'ultimo giro, quando la Ferrari sembrava ormai avviata verso un risultato pesante. Il monegasco era in lotta con Oscar Piastri per il terzo posto, alle spalle del vincitore Kimi Antonelli e dell'immediato inseguitore Lando Norris, ma nel tentativo di restare incollato alla McLaren ha perso il controllo della SF-26, ha toccato il muro e ha visto crollare tutto in poche curve.

La dinamica l'ha spiegata lo stesso Leclerc nel dopogara. Il pilota Ferrari aveva lasciato sfilare Piastri con un'idea precisa: preparare il contrattacco nell'ultimo giro sfruttando il mode overtake, perché la McLaren aveva una gestione dell'energia migliore rispetto alla SF-26. Una strategia che aveva messo in atto, con esito positivo, qualche giro prima nel duello con Max Verstappen. Il problema è che, nel tratto tra curva 3 e curva 4, Charles ha chiesto troppo alla macchina. La Ferrari è partita, è arrivato il contatto con il muro e da lì la gara è diventata una sofferenza.

Il danno era importante. Il 28enne di Monte Carlo ha raccontato di non riuscire più a guidare normalmente: "Non riuscivo più a girare a destra", ha spiegato, ipotizzando anche una foratura e un danno alla sospensione. Per questo negli ultimi chilometri è stato superato anche da Russell e Verstappen, scivolando fuori dal podio e chiudendo una gara che fino a quel momento aveva costruito con lucidità e aggressività.

La frase più dura, però, è arrivata subito dopo. Non ha cercato scuse e si è preso tutta la responsabilità dell'errore: "In quattro curve ho buttato una gara molto buona nella spazzatura". Poi ha aggiunto che l'errore "non è accettabile" e che dovrà essere analizzato, perché non può ripetersi.

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La frustrazione è ancora più pesante perché fino a quel momento la sua era stata una gara di alto livello. Era scattato benissimo al via, si era preso la testa alla prima curva approfittando del caos tra Antonelli e Verstappen, e aveva tenuto la Ferrari dentro una corsa che sulla carta sembrava più favorevole a Mercedes e McLaren. Il risultato finale, però, racconta altro: da possibile podio a sesto posto, con il rischio di ulteriori penalità per le manovre dell'ultimo giro.

Per la Ferrari il GP di Miami lascia una sensazione amara. La SF-26 ha confermato di poter stare più vicina ai migliori rispetto alla prima parte di stagione, ma il weekend si è chiuso con più rimpianti che certezze. Leclerc aveva già mostrato nervosismo durante la gara, quando dopo il pit-stop aveva chiesto al muretto di coinvolgerlo di più nelle decisioni strategiche: "La prossima volta che prendete una decisione importante, parlatene prima con me".

Quello sfogo, però, è passato in secondo piano davanti all'errore finale. Questa volta Leclerc non ha puntato il dito contro la squadra. Anzi. Si è assunto tutta la responsabilità. Ha spiegato che l'idea di far passare Piastri per poi provare il contrattacco con più energia faceva parte della strategia. Solo che la strategia non ha fatto in tempo a diventare una manovra: è stata cancellata dalla perdita di controllo della Ferrari e dal contatto con il muro.

Il paradosso è tutto qui. Miami conferma che la Ferrari non è immobile: la macchina ha dato segnali, Leclerc ha avuto passo e aggressività, il podio era possibile. Ma proprio quando il risultato andava solo portato a casa, tutto è saltato in pochi secondi.

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