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Le clausole nel contratto di Verstappen fanno tremare la Red Bull: il GP Austria sarà decisivo per Max

Le clausole nel contratto di Max Verstappen possono aprire scenari clamorosi per la Red Bull: il GP d’Austria diventa decisivo tra aggiornamenti tecnici, caso ADUO e futuro del campione olandese.
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Il GP d'Austria della Formula 1 2026 rischia di pesare molto più dei punti messi in palio dal Mondiale. Perché a Spielberg la Red Bull porterà il secondo grande pacchetto di aggiornamenti della stagione, ma soprattutto perché quella gara arriva a ridosso della scadenza più delicata per il futuro di Max Verstappen. Il contratto del quattro volte campione del mondo con il team austriaco scade formalmente alla fine del 2028, ma al suo interno ci sono clausole prestazionali che potrebbero consentirgli di liberarsi prima.

Secondo le ultime ricostruzioni arrivate dall'Olanda, in particolare dal Telegraaf e dal giornalista Erik van Haren, da sempre molto vicino all'ambiente Verstappen e Red Bull, quest'anno quelle clausole potrebbero diventare realmente attivabili. Tutto dipenderebbe dalla posizione di Max in classifica (dove attualmente è 7° con 51 punti di ritardo dal 3° posto, 60 dalla 2ª piazza e 101 dal leader Kimi Antonelli) alla pausa estiva: se il pilota non dovesse trovarsi almeno in una determinata zona alta del Mondiale (pare almeno 3°), potrebbe avere la possibilità di uscire dal contratto a fine stagione. Una condizione che, vista l'attuale difficoltà tecnica della Red Bull, non è più soltanto teorica.

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Red Bull porta aggiornamenti in Austria, ma Mekies frena le aspettative

La RB22 non è la macchina dominante degli ultimi anni. Mercedes, Ferrari e McLaren hanno costruito un margine evidente, mentre Verstappen si è ritrovato spesso a dover limitare i danni più che a lottare per la vittoria. Per questo il pacchetto previsto per l'Austria è diventato centrale: Red Bull lavorerà su peso, efficienza e carico aerodinamico, provando ad avvicinarsi al gruppo di testa.

Laurent Mekies però ha già chiarito che gli aggiornamenti non basteranno da soli a cancellare il ritardo. Un'ammissione pesante, perché arriva proprio mentre il futuro dell'olandese è tornato argomento sensibile. La Red Bull non deve solo migliorare la macchina: deve anche convincere il suo pilota principe che il progetto ha ancora una traiettoria credibile.

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A complicare tutto c'è anche il caso ADUO. La FIA avrebbe infatti indicato la power unit Red Bull-Ford come riferimento nella prima valutazione sulle prestazioni dei motori, concedendo invece opportunità di sviluppo extra ad altri costruttori. Red Bull ha contestato il quadro, sostenendo di non vedere dati che dimostrino un reale vantaggio sul piano della potenza. La Federazione, come rivelato in anteprima da Fanpage, ha messo in stand-by la classifica per effettuare una nuova verifica. Se il verdetto restasse invariato, però, il team rischierebbe di dover inseguire gli altri anche sul fronte motore.

E che il futuro dell'olandese sia una preoccupazione reale lo dimostra anche il fatto che i vertici dell'azienda austriaca siano intervenuti in prima persona. Nelle scorse settimane infatti Verstappen e il suo manager Raymond Vermeulen hanno partecipato a un incontro in Austria con la proprietà Red Bull. Dalla riunione, secondo quanto trapelato, non sarebbe arrivata la rassicurazione che il management sperava: una dichiarazione netta di permanenza da parte di Max. E un eventuale addio anticipato del classe '97 non graverebbe soltanto sul piano sportivo. Senza certezze sul futuro del 28enne di Hasselt diventa più difficile attrarre tecnici, blindare sponsor e dare stabilità a una squadra già entrata in una fase di transizione.

Per questo quella di Spielberg diventa già una gara spartiacque. Non perché possa risolvere tutto in un weekend, ma perché darà al quattro volte iridato un primo segnale concreto sulla capacità della Red Bull di reagire. Se gli aggiornamenti funzioneranno, il team potrà riaprire il discorso. Se invece la RB22 resterà lontana, le clausole nel contratto di Verstappen smetteranno di essere un dettaglio da paddock e diventeranno il vero caso politico del Mondiale.

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