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Il falso mistero dei freni di Leclerc a Silverstone: nessuna retromarcia, ha sbloccato la Ferrari SF-26

Dopo la vittoria di Silverstone sono circolati rumor su una presunta retromarcia di Leclerc sui freni della Ferrari. Al momento non risultano cambiamenti rispetto alla scelta fatta da Barcellona: la svolta è arrivata dal modo in cui Charles ha riportato la SF-26 nella sua finestra di guida.
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La vittoria di Charles Leclerc a Silverstone ha riacceso anche un piccolo giallo tecnico attorno alla sua Ferrari. Dopo il successo nel GP della Gran Bretagna della Formula 1 2026, infatti, sono circolati alcuni rumor su una presunta retromarcia del monegasco in materia di freni, con un possibile ritorno ad un impianto frenante"full Brembo" dopo il passaggio a dischi e pastiglie Carbon Industrie (gli stessi usati dal compagno di squadra Lewis Hamilton) effettuato a partire dal GP di Barcellona.

Al momento, però, questa ricostruzione non trova conferme. Anzi, ad oggi in realtà soltanto smentite. Da quanto risulta a Fanpage.it, infatti, non emergono cambiamenti rispetto alla decisione presa dal 28enne di Monte Carlo da Barcellona in poi.

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Leclerc non è tornato indietro sui freni Ferrari

La rinascita di Leclerc a Silverstone non sembra dunque legata a un ritorno alla vecchia configurazione frenante, ma a un lavoro più ampio fatto sulla Ferrari SF-26 dopo la Sprint Race. È lì che il weekend del monegasco è cambiato davvero.

Dopo una Sprint complicata, Leclerc e il suo lato del box hanno scelto di intervenire in profondità sul modo di far lavorare la macchina. Non un semplice aggiustamento di dettaglio, ma un cambio di approccio: riportare la SF-26 dentro una finestra più compatibile con il suo stile di guida. Charles aveva davanti due strade: adattarsi completamente a una macchina che non sentiva naturale, oppure modificare il modo in cui la vettura rispondeva per tornare a guidarla come sa.

Ha scelto la seconda. E il risultato si è visto subito: prima fila in qualifica, feeling ritrovato e poi vittoria in gara. Il problema, dunque, non era "quali freni usa Leclerc", ma come quei freni, l'erogazione, il bilanciamento, il differenziale e la gestione dell'energia lavoravano insieme dentro la SF-26.

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La vera svolta di Silverstone sulla SF-26

A Silverstone quindi il pilota ha ritrovato soprattutto una Ferrari più prevedibile in ingresso e in uscita curva gli ha permesso di tornare al suo modo naturale di guidare: aggressivo, preciso, capace di portare tanta velocità dentro la curva senza dover inseguire la macchina correzione dopo correzione.

Il lavoro fatto dopo la Sprint infatti ha riguardato soprattutto la finestra di utilizzo della SF-26. Leclerc e il suo gruppo hanno agito sugli strumenti che il pilota può modulare insieme agli ingegneri: differenziale, gestione dell'erogazione, ripartizione della frenata e distribuzione dell'energia elettrica in uscita curva. L'obiettivo era rendere la monoposto meno nervosa nella fase in cui tornava sul gas, evitando che scivolasse troppo e lo costringesse a sterzate improvvise per restare in traiettoria.

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Con le F1 2026 questo dettaglio pesa doppio: se la vettura non è stabile in uscita, difatti non si perde solo trazione, ma anche efficienza nell'utilizzo dell'energia. Quello fatto da Leclerc quindi non è stato un semplice ritocco di assetto, ma un vero cambio di filosofia (come lui stesso lo ha definito nelle interviste TV): adattare la macchina al suo stile di guida, e non viceversa.

Il falso mistero dei freni nasce probabilmente da qui: quando un pilota cambia rendimento in modo così netto, si cerca subito il componente decisivo. Ma nel caso del pilota monegasco la svolta, come spiegato, sembra essere figlia di un processo più complesso. Non è stato il cambiamento di un singolo pezzo, bensì la capacità di stravolgere la configurazione per sbloccare una vettura che fino a quel momento non gli aveva restituito le sensazioni giuste e che non sentiva sua.

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