La Ferrari riunisce la GeS a Maranello dopo la vittoria di Silverstone: gli annunci di Serra e Gualtieri

La vittoria di Charles Leclerc a Silverstone non è stata celebrata soltanto in pista. Mercoledì 8 luglio, a Maranello, la Ferrari ha riunito gli uomini della GeS, la Gestione Sportiva della Scuderia, per fare il punto dopo il successo numero 250 della storia del Cavallino in Formula 1. A parlare davanti ai dipendenti non sono stati però Fred Vasseur, Leclerc o Lewis Hamilton, ma i due direttori tecnici: Loic Serra per l'area chassis ed Enrico Gualtieri per la power unit.
Il senso dell'intervento dei due non era celebrare Silverstone, ma trasformare il successo inglese in un punto di ripartenza. La Ferrari ha appena ottenuto due vittorie nelle ultime tre gare, ma dentro Maranello la linea resta prudente: la SF-26 è cresciuta, però non è ancora una macchina dominante. Per questo il messaggio alla Gestione Sportiva è stato soprattutto tecnico: continuare a spingere sugli sviluppi senza leggere il trionfo del monegasco come un traguardo raggiunto.

Gli annunci di Serra e Gualtieri sugli sviluppi Ferrari
Sul fronte telaio, il lavoro guidato da Loic Serra sta provando a dare alla monoposto una finestra di utilizzo più ampia. Gli aggiornamenti delle ultime settimane hanno aiutato la Ferrari a rendere la macchina più stabile e prevedibile, soprattutto nei tratti in cui la gestione dell'energia e la trazione in uscita curva fanno la differenza. Silverstone, una pista che sulla carta non sembrava favorevole, è diventata così la prova che la base tecnica può ancora essere migliorata.
La parte power unit resta altrettanto centrale. Enrico Gualtieri ha fatto il punto sul percorso legato all'ADUO, il sistema che concede margini extra di sviluppo ai motoristi più indietro. Dopo il primo intervento già introdotto dall'Austria, a Maranello si lavora al secondo step, quello più atteso: un'evoluzione pensata per migliorare efficienza, risposta e gestione complessiva dell'energia. Il nuovo turbocompressore, più grande rispetto a quello attuale, è il tassello più importante di questo pacchetto e l'obiettivo è portarlo in pista entro la fase centrale della stagione, con Madrid (in programma nel weekend del 13 settembre) come possibile orizzonte.

E non solo 2026. Gualtieri infatti avrebbe spiegato che a Maranello è già partito anche il lavoro sulla power unit 2027, che dovrà nascere su basi parzialmente diverse dopo le recentissime modifiche al regolamento tecnico, con il riequilibrio tra parte termica ed elettrica.
Il concetto passato da entrambi i direttori tecnici alla GeS è quindi chiaro: la Ferrari non ha trovato una scorciatoia e/o una soluzione definitiva, ma una direzione. La 250ª vittoria della storia del Cavallino serve a dare fiducia, non ad abbassare la tensione. Perché se la SF-26 vuole restare nella lotta con Mercedes e Red Bull, il margine va ancora costruito gara dopo gara.
Perché non c'erano Vasseur, Leclerc e Hamilton
Vedendo le immagini dell'incontro di Maranello (pubblicate dalla stessa Ferrari sui propri profili social), in molti si sono chiesti perché non fossero presenti il team principal e i piloti. La risposta a questa domanda va proprio nella stessa direzione del messaggio fatto passare da Gualtieri e Serra. L'assenza di Leclerc, Hamilton e Vasseur infatti si spiega anche con il test che il giorno successivo la Ferrari ha in programma al Madring, il nuovo circuito di Madrid che ospiterà il GP di Spagna. Ufficialmente si tratta di un filming day, quindi con gomme demo Pirelli e limite di 200 chilometri, ma per il team è un'occasione preziosa: la SF-26 sarà la prima Formula 1 attuale a girare sulla nuova pista.

Nel caso di Vasseur, però, la scelta potrebbe essere figlia anche di un'altra motivazione. Il team principal francese, nei momenti positivi vissuti finora alla guida della Ferrari, ha quasi sempre evitato il trionfalismo personale. Lasciare la scena a Serra e Gualtieri significa dare centralità a chi lavora in modo più operativo e meno esposto: telaio e motore, i due reparti a cui spettano gli allori per quanto fatto finora ma anche quelli che devono trasformare Silverstone nel punto di partenza per colmare definitivamente il gap tecnico dalla Mercedes.
Il messaggio, quindi, è doppio: la Ferrari ha vinto, ma non si ferma; e il merito non è di un solo uomo, ma di una struttura che a Maranello deve convincersi di essere tornata davvero nella lotta e adesso dunque deve lavorare ancora più di prima.