Haaland divide la Norvegia: la strategia fiscale tra Svizzera e Lussemburgo per aggirare la tassa sulla ricchezza

A Oslo l'hanno chiamata diaspora dei ricchi norvegesi che fuggono dai fiordi per rifugiarsi in Svizzera, mettere in cassaforte il patrimonio e proteggerlo dalla tasse. E tra i "paperoni" che beneficiano di aliquote (molto) meno onerose tra le Alpi c'è anche Erling Haaland, idolo in patria per i suoi gol che trascinano la Norvegia ai Mondiali e si esibisce nella "viking row" ma divide il Paese per l'esodo di capitali all'estero. Non da solo, ma assieme ai suoi cari. Dove nasce la polemica? L'attaccante non è un evasore: vive e lavora in Inghilterra (risiede in una villa nel Cheshire) in quanto calciatore del Manchester City, e paga regolarmente oneri all'Erario britannico in base al suo ricco stipendio (oltre 30 milioni di euro all'anno). La strategia patrimoniale della famiglia, invece, serve a gestire la fetta più consistente di introiti che derivano da un giro di affari complessivo di 100 milioni di dollari (circa 90 milioni in euro).
Ed è proprio questa mossa astuta di papà Alf-Inge ad aver alimentato il dibattito: si è trasferito ad Andermatt, in Svizzera, e ha fondato una serie di società tra loro collegate, con sede in Lussemburgo. Si tratta di una pianificazione perfettamente legale, purché vengano rispettate tutte le regole sulla residenza fiscale.
La strategia fiscale: separare redditi sportivi e patrimonio familiare
La decisione di Alf-Inge Haaland non è direttamente legata al contratto del figlio con il Manchester City, ma dalla volontà di amministrare un patrimonio ormai superiore ai 100 milioni di dollari (circa 90 milioni in euro) e destinato a crescere ulteriormente, "minacciato" però dall'imposta sul patrimonio. In Norvegia, una persona molto facoltosa è sottoposta a una tassazione consistente, oltre a dover corrispondere un'imposta sul reddito che per quelli più floridi prevede aliquote altissime.

Nel Cantone di Uri, invece, l'imposta sul patrimonio esiste ma è molto più bassa, e anche quella sul reddito è inferiore. Trasferendo la residenza fiscale in Svizzera questo meccanismo può essere evitato, rendendo più elastica la gestione della ricchezza familiare.
Il punto centrale di questa pianificazione riguarda la distinzione tra il denaro guadagnato da Haaland come calciatore e il patrimonio accumulato dalla famiglia attraverso attività imprenditoriali. Per gestire queste risorse il padre del bomber ha sviluppato una struttura societaria internazionale formata da una società capogruppo (in Lussemburgo) che detiene quote di altre società controllate dedite ad attività di business.
Al vertice di questa piramide ci sono Alf-Inge Haaland e un ex calciatore norvegese Egil Ostenstad, nominato direttore finanziario. Il sistema consente di concentrare partecipazioni, investimenti e attività commerciali sotto un'unica regia, separando la gestione patrimoniale dai redditi sportivi prodotti direttamente da Erling Haaland.

Cosa prevede la normativa norvegese per chi lascia il Paese
Trasferire la residenza fiscale è consentito, ma la Norvegia applica controlli molto rigorosi. Tra gli aspetti più importanti figurano: il periodo durante il quale il contribuente può continuare a essere considerato fiscalmente residente in Norvegia se mantiene forti legami con il Paese; l'Exit Tax sulle plusvalenze latenti, introdotta per limitare la fuga dei grandi patrimoni; l'obbligo di dimostrare che il trasferimento è effettivo e non soltanto formale. In buona sostanza, il papà di Haaland deve vivere realmente in Svizzera per la maggior parte dell'anno e lì concentrare il centro dei propri interessi personali ed economici.
È tutto legale? Sì. La scelta della famiglia Haaland rientra nella cosiddetta pianificazione fiscale internazionale, cioè nell'utilizzo delle norme previste dagli ordinamenti dei diversi Stati per organizzare il patrimonio nel modo più efficiente, separando l'attività sportiva dalla gestione della ricchezza.