Hamilton sbugiarda Leclerc a Monza: “Non c’era nessun ‘noi’. Io ero avanti nella curva”

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Nel dopo gara del GP d’Italia a Monza, Lewis Hamilton non ha potuto e voluto accettare le parole di Charles Leclerc sul loro duello che ha solo fatto danni per la Ferrari. Nessun “noi”, come aveva detto il monegasco: secondo il sette volte campione del mondo c’è un solo responsabile.

La Ferrari esce dal GP d'Italia vinto a Monza da Kimi Antonelli col misero brodino del sesto posto di Lewis Hamilton dopo una gara di grande sofferenza, soprattutto per resa e tenuta delle gomme sulla sua SF-26. Una corsa peraltro fortemente condizionata dal contatto poco dopo la partenza col compagno di squadra Charles Leclerc, che ha ‘accompagnato' fuori pista Hamilton facendogli perdere alcune posizioni rispetto alla quarta piazza da cui era scattato allo spegnimento dei semafori.

Hamilton non accetta la ricostruzione di Leclerc a Monza

Nel dopo gara, Hamilton ha rimarcato il concetto – anzi la necessità – di lavorare da squadra per la Ferrari (vedasi quello che ha fatto la Mercedes in modo chiaro nella gestione del duello tra Russell e Antonelli)  se vuole ambire a tornare a vincere, lui che sa come si fa e quali sono le condizioni necessarie per farlo, dall'alto dei suoi sette titoli di campione del mondo di Formula 1. E tuttavia, pur senza alzare la voce, non ha potuto e voluto accettare le parole di Leclerc – che parevano una mano tesa per chiuderla senza ulteriori polemiche – riguardo l'essere andati troppo oltre da parte di entrambi in quella occasione. No, ha precisato secco Hamilton, è l'altro ad averlo fatto, non entrambi.

Il tutto è avvenuto alla prima chicane, quando Hamilton ha tentato di superare il suo compagno di squadra all'interno della Curva 1, ma la manovra lo ha costretto a stare all'esterno nella Curva 2, dove è stato portato fuori pista, perdendo cinque posizioni e dovendo ricostruire tutta la sua gara. In quel momento Lewis è sbottato in radio col muretto: "Charles mi ha spinto!". Il duello peraltro non si è riproposto più, visto che poco dopo – alla fine del secondo giro – il monegasco è andato a sbattere perdendo il controllo della sua monoposto, causando l'interruzione della corsa con bandiera rossa.

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Lewis Hamilton accompagnato fuori pista da Charles Leclerc poco dopo la partenza a Monza

Interrogato poi sul fatto che i piloti della Ferrari avrebbero dovuto collaborare per mantenere la posizione – essendo partiti terzo e quarto e con la gara tutta da disputare, e ancor più alla luce delle recenti richieste di Hamilton di lavorare maggiormente come squadra – Leclerc ha risposto gettando acqua sul fuoco: "Non so davvero chi stia imponendo questa narrazione secondo cui siamo uno contro l'altro. A Zandvoort ci sono già state troppe discussioni. Qui è vero, però, che credo che con Lewis alla Curva 1 abbiamo esagerato. Poi alla Curva 2 ho cercato di fare la curva più stretta possibile, ma non è bastato, e farlo qui non è una buona cosa".

Parole riportate a stretto giro ad Hamilton, che ha sbugiardato in diretta il suo compagno in Ferrari: "Ero avanti in Curva 2, all'apice, ero avanti. Non c'era nessun ‘noi' in tutto questo – ha scandito secco – Dopo ne parleremo in privato".

La Ferrari ha ancora molto da lavorare, e non sulla macchina: "Qui non ci sono regole"

Compito che spetterà ancora una volta a Fred Vasseur, così come dopo le schermaglie in Olanda. Il team principal della Rossa a Monza si è rifiutato di esprimere la sua opinione sull'incidente: "Preferisco parlarne prima con i piloti e poi con i media". Scene già viste a Maranello, che accrescono la sensazione che manchi qualcosa di più – e di non meno importante di telaio e motore – per colmare il gap con chi è davanti.

Qualcosa cui ha fatto riferimento ancora Hamilton con parole chiare: le "regole di ingaggio" tra piloti della stessa squadra, ovvero decidere a tavolino come comportarsi al verificarsi di determinate situazioni in gara, per massimizzare i benefici per la squadra e non assistere al ripetersi di scene imbarazzanti e dannose per la Ferrari come l'ennesima vista a Monza.

"Io non corro sporco – ha detto il 41enne di Stevenage, sollecitato sul duello interno con Leclerc – Ho sempre corso pulito e lealmente e ho sempre lasciato spazio. E quindi non penso che debbano preoccuparsi di me. Voglio dire, sono arrivato nella squadra e ho cercato di rispettare lo spazio e sicuramente di non mettere la squadra in pericolo. Questo è tutto quello di cui posso parlare, il mio punto di vista. Bisogna parlare con Fred per l'altro lato e le decisioni che vengono prese lì. Ma io continuerò a spingere e cercare di ottenere di più dalla squadra e dalla mia macchina e dagli ingegneri e dal design e tutto il resto".

"Dipende dalle regole di ingaggio – ha poi aggiunto Hamilton, portando il suo esempio personale – Quando ero alla Mercedes, avevamo regole di ingaggio scritte. Quindi non l'abbiamo mai vissuta troppo male. C'è stato un momento forse con me e Nico (Rosberg, ndr) un paio di volte, ma più spesso era buono. Qui non ci sono regole e penso che sia qualcosa che dobbiamo cercare di sistemare".

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