Vasseur racconta la call con Hamilton e Leclerc dopo le tensioni di Zandvoort: non ha aspettato Monza

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Frederic Vasseur racconta come la Ferrari ha gestito le tensioni nate a Zandvoort per le scelte strategiche: già lunedì mattina una call di un’ora con Lewis Hamilton e Charles Leclerc per spiegare le decisioni del muretto e voltare pagina prima del GP di Monza.

La Ferrari non ha aspettato di arrivare a Monza per affrontare le tensioni emerse a Zandvoort. Il lunedì mattina successivo al GP d'Olanda della Formula 1 2026, Frederic Vasseur ha riunito Lewis Hamilton e Charles Leclerc in una call durata un'ora, nella quale sono state ripercorse e spiegate le controverse scelte strategiche del muretto. Un confronto immediato, voluto per evitare che le recriminazioni del weekend olandese accompagnassero la squadra fino al GP d'Italia.

A Zandvoort entrambi i piloti avevano mostrato insofferenza per la gestione della gara, soprattutto quando il sette volte campione del mondo, con gomme più fresche, era rimasto alle spalle del compagno senza ricevere immediatamente il via libera per passarlo. L'inglese aveva poi criticato pubblicamente i tempi della Ferrari, arrivando a fare un confronto con quanto accadeva in Mercedes. Non era però esploso un litigio diretto tra Hamilton e Leclerc: il bersaglio delle rispettive frustrazioni era soprattutto il muretto Ferrari.

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Vasseur spiega la call di un'ora con Hamilton e Leclerc

È stato lo stesso Vasseur, intervistato dalla Gazzetta dello Sport, a raccontare cosa è accaduto poche ore dopo il rientro dall'Olanda: "Lunedì mattina dopo la gara abbiamo fatto una chiamata di un'ora con Hamilton e Leclerc". Durante il confronto Ferrari ha fornito ai due piloti una spiegazione precisa della strategia e delle ragioni che avevano portato il team a prendere quelle decisioni. Alla fine, ha aggiunto il francese, il gruppo aveva già spostato l'attenzione su Monza.

Vasseur non considera quindi le reazioni dei suoi piloti un problema in sé. "Preferisco questo tipo di atteggiamento piuttosto che il rischio che ci si tenga tutto per sé", ha difatti spiegato. Per il team principal è inevitabile che due campioni con ambizioni importanti contestino una scelta quando ritengono di aver perso un'opportunità. Il passaggio decisivo, a quel punto, è riuscire a discuterne apertamente subito dopo.

Ed è forse questo il dettaglio che racconta meglio la gestione Ferrari rispetto ai team radio nervosi sentiti a Zandvoort: Vasseur non ha cercato di spegnere il malumore chiedendo ai piloti di archiviarlo, ma ha costretto la squadra a rianalizzare la gara e a spiegare per un'ora ciò che non aveva funzionato. Un metodo che diventa ancora più significativo perché Monza arriva pochi giorni dopo e la Ferrari sa di non potersi permettere un altro weekend nel quale prestazione e risultato vengano separati dagli errori di esecuzione.

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Perché Vasseur ha voluto chiarire tutto prima di Monza

Il tema, infatti, va oltre il singolo ordine di scuderia. Nella stessa intervista Vasseur ha riconosciuto che negli ultimi GP l'esecuzione della Ferrari "ha lasciato molto a desiderare", contrapponendola a quella della McLaren, capace di sfruttare meglio le proprie occasioni. A Monza, dove il francese ammette che la SF-26 dovrà affrontare una pista impegnativa e che nemmeno il nuovo motore sviluppato sfruttando l'ADUO2 basterà ancora a colmare il gap dalla Mercedes, ridurre gli errori diventa parte della prestazione stessa.

La call del lunedì è servita dunque anche a questo: arrivare al GP d'Italia senza una discussione strategica ancora aperta tra box e piloti. Prima del nuovo motore, degli aggiornamenti e della pressione del pubblico di Monza, la prima questione che Vasseur ha voluto sistemare era rimasta a Zandvoort.

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