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Gerry Scotti sbotta: “Ma il signor Hamilton serviva davvero alla Ferrari? Adesso è un problema”

Il presentatore de La Ruota della Fortuna, grande appassionato di sport, ha parlato anche di Lewis Hamilton. L’inglese è un campione assoluto anche per Gerry Scotti, che però non lo avrebbe portato alla Ferrari.
A cura di Alessio Morra
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Lewis Hamilton fin qui non ha rispettato le aspettative. La sua Ferrari certamente non lo aiuta, ma la sua stagione 2025 non è propriamente esaltante, al di là di qualche lampo. Il pilota inglese è oggetto di moltissime critiche. I media non smettono di pungerlo, i social si dividono tra tifosi che lo proteggono e tra chi invece non smette di rifilargli stoccate. Tra i critici del sette volte campione del mondo c'è anche Gerry Scotti, popolare conduttore televisivo che è anche un grande appassionato di sport.

"Non era meglio un giovane? Il nome di Hamilton è spendibile sui cappellini"

Gerry Scotti sta vivendo l'ennesimo momento d'oro. Alla conduzione della Ruota della Fortuna sta sfornando record su record, gli ascolti sono eccezionali (superiori ai 4 milioni d'estate!). Il programma è storico, ma è stato migliorato e la conduzione di Scotti è il tocco in più. La Gazzetta dello Sport lo ha intervistato per parlare soprattutto del Milan, la sua squadra del cuore. Il presentatore di Mediaset ha ricordato gli anni d'oro di Rivera, ma anche quelli degli olandesi ed ha parlato anche di Leao e del ritorno di Allegri.

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Scotti, però, ha toccato anche il tema Formula 1 che in Italia in gran parte significa Ferrari e si è posto alcune domande su Lewis Hamilton, che per lo storico conduttore TV non era l'uomo giusto per la Scuderia di Maranello: "Devo fare un altro ragionamento alla Modric: che utilità c’era nel prendere il signor Hamilton? Adesso è un problema perché lui Sir Hamilton, è l’uomo che ha cambiato l’automobilismo e che ha vinto più di tutti".

Poi ha aggiunto incalzando: "Ma alla Ferrari serviva davvero? Non era meglio un giovane? Temo che anche la Formula 1 abbia le sue regole di marketing e il nome di Hamilton è ben spendibile sui cappellini”. Dunque nell'ingaggio di Hamilton sarebbe prodotto più da una mossa di marketing che dalla volontà di prendere un pilota che possa realmente competere con i migliori.

La passione per il motociclismo di Scotti: gli idoli Agostini e Rossi

Dalle quattro alle due ruote, Scotti ha ricordato la sua storica passione per le moto: "Sono malato di motociclismo da sempre: anche lì, dopo Giacomo Agostini pensavo di non vedere più nessuno e invece è arrivato Valentino Rossi. E dopo Valentino, non me ne vogliano gli italiani, quel Marquez lì che ha qualcosa in più, soprattutto adesso che corre su una moto italiana".

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