Sebastian Vettel sesto e doppiato da Hamilton, Leclerc undicesimo, fuori dalla zona punti, superato nel finale da Sainz, che forse qualche domanda sulla Ferrari se la starà facendo. Una domenica disastrosa per la Ferrari che è tornata indietro di oltre venticinque anni, così all’improvviso, anche se visto l’inizio del campionato questi risultati non devono sorprendere. Viene da farsi tante domande, ma soprattutto c’è da chiedersi se, in breve tempo, questa stagione potrà avere una netta sterzata. Perché se non sarà così il Mondiale 2020 sarà un calvario per la Ferrari, i suoi piloti e i suoi numerosissimi tifosi.

Vettel si salva, ma chiude l’Hungaroring doppiato

In questo weekend Seb ha mostrato di non essere un pilota bollito come molti già pensavano. Quinto nelle Qualifiche e sesto in gara, il suo bilancio è meno magro di quanto si pensa, anche se negli ultimissimi giri il quattro volte campione del mondo ha subito l’onta del sorpasso. In tre gare Vettel ha conquistato solo 9 punti, non era partito così male in campionato da quando correva con la Toro Rosso, era un ragazzino con la zazzera bionda.

Che delusione Leclerc: doppiato e senza punti

L’incidente in Austria, in quello che ufficialmente era il Gran Premio di Stiria, un po’ lo ha condizionato. In Ungheria Leclerc è sembrato lontano parente da quello che hanno ammirato gli appassionati di Formula 1 e i tifosi della Ferrari, che hanno negli occhi i sorpassi del Gp d’Austria e le vittorie conquistate la scorsa estate. In questo weekend è parso involuto, il talento non può averlo perso, ma senza dubbio si è immalinconito quando ha capito di non poter ambire nemmeno al podio. Urge una sveglia bella forte. Leclerc è un patrimonio della Ferrari che ha deciso di puntare su di lui, nella buona e nella cattiva sorte.

Ferrari doppiate. Leclerc 11esimo dietro pure la Haas

Per la prima volta dal 2008 le Ferrari chiudono entrambe doppiate, all’epoca la Rossa era competitiva e quella gara di Silverstone fu alquanto negativa a causa di un nubifragio. Questa Ferrari sembra quella d’inizio anni ’90, quella dell’era pre-Schumacher e Jean Todt. Vettel è giunto sesto, Leclerc addirittura undicesimo ed è arrivato alle spalle anche di Renault, McLaren e soprattutto della Haas, che non aveva conquistato nemmeno un punto e che invece ha azzeccato la strategia. La Ferrari è carente in tutto, non ha ritmo, il motore non aiuta e in due circuiti tutto sommato differenti ha avuto risultati simili (il podio di Leclerc c’è stato, ma in condizioni anomale). E viene da chiedersi in circuiti più lunghi quanto altro ritardo accumulerà la Ferrari se non riuscirà a dare una sterzata.