Di Giannantonio chiede sanzioni più aspre dopo l’incidente in Ungheria: “Così può uccidere”

Fabio Di Giannantonio non nasconde la propria rabbia dopo la maxi-caduta del Gran Premio d'Ungheria di MotoGP. Il pilota del team VR46, coinvolto nell'incidente provocato da Jorge Martin alla prima curva (per il quale è stato penalizzato), ha puntato il dito contro i rischi eccessivi che continuano a vedersi nelle fasi iniziali delle gare, arrivando anche a chiedere sanzioni più severe per chi mette in pericolo l'incolumità degli altri piloti. A cominciare proprio dallo spagnolo, a sua volta ripreso dallo stesso manager Aprilia per un errore "inaccettabile e non da campione del mondo".
Di Giannantonio furioso, la nausea dopo la caduta
Il Gran Premio d'Ungheria è stato segnato dall'errore di Jorge Martin al via. Il pilota dell'Aprilia ha perso il controllo della moto nella prima staccata, innescando una caduta multipla che ha coinvolto Marco Bezzecchi, Raul Fernandez, Fermin Aldeguer e Fabio Di Giannantonio. Tra i piloti coinvolti, quest'ultimo è stato l'unico a ripartire e a vedere la bandiera a scacchi, chiudendo 12°. Il pilota VR46 ha espresso tutta la sua frustrazione all'edizione spagnola di DAZN: "Sarebbe potuta andare molto peggio. C'erano moto da 150-160 kg che si sono scontrate tra loro, questo può uccidere. Non capisco perché queste cose continuino ad accadere".

Secondo Di Giannantonio, episodi come quello del Balaton Park non possono essere considerati semplici incidenti di gara. "Penso che sia assurdo dover pregare non di fare una bella gara, ma di essere al sicuro dopo la prima curva".
Nonostante il violento contatto, il driver è riuscito a risalire in sella e a portare a termine la gara. Nei primi giri, però, ha dovuto fare i conti anche con le conseguenze fisiche dell'incidente. "I primi due giri avevo la nausea. Probabilmente dopo la caduta mi sono mosso velocemente e ne avevo davvero tanta. Poi mi sono rimesso a posto e ho iniziato a spingere per portare a casa qualche punto".
Il pilota VR46 invoca sanzioni più severe
L'aspetto che più preoccupa il pilota romano riguarda però la gestione di questi episodi. Pur evitando di attaccare direttamente Martin, Di Giannantonio ritiene che la MotoGP debba riflettere seriamente sulla necessità di scoraggiare certe manovre al limite. "Va bene essere aggressivi, ma vale davvero la pena correre rischi così grandi? Quando una moto da 160 chili ti arriva addosso, può causare conseguenze gravissime".
Da qui la richiesta di un intervento più deciso da parte della Direzione Gara: "Tanto si decide alla prima curva e alcuni ritengono che valga la pena correre rischi di quel tipo. Ma se queste cose non si capiscono con sanzioni blande, bisognerà pensare di inasprirle".