Alonso molla lo sterzo dell’Aston Martin mentre va a 300 km/h nel GP Cina: “Non sentivo più le mani”

Il disastroso avvio di stagione della Aston Martin si aggrava anche a Shanghai. Dopo i problemi già emersi in Australia, il team britannico chiude la gara del GP di Cina della Formula 1 2026 con un altro doppio ritiro: Lance Stroll si ferma per un problema alla batteria, mentre Fernando Alonso è costretto ad alzare bandiera bianca per un motivo molto più allarmante, cioè le vibrazioni estreme della sua monoposto. Lo spagnolo si è ritirato dopo poco più di metà corsa, mentre la squadra continua a fare i conti con le difficoltà della nuova partnership tecnica con Honda.
L'episodio più grave, però, non è neppure il risultato sportivo. Le immagini dalla camera onboard infatti hanno mostrato il 44enne di Oviedo costretto in più occasioni a mollare lo sterzo nei rettilinei per cercare un minimo di sollievo dalle continue sollecitazioni trasmesse dalla vettura. Su un tracciato come quello di Shanghai, dove si superano abbondantemente i 300 km/h, una scena del genere basta da sola a spiegare la portata del problema. Non è più soltanto una questione di prestazione o affidabilità: diventa un tema di sicurezza.
Dopo la gara, il due volte campione del mondo ha spiegato senza girarci intorno cosa gli stesse succedendo nell'abitacolo: "Mi sono ritirato perché oggi le vibrazioni del motore erano eccessive, a partire dal 20esimo giro non sentivo più né le mani né i piedi". In un'altra dichiarazione ha ribadito lo stesso concetto con parole ancora più nette: "Fisicamente, non potevo continuare ancora a lungo. Ho iniziato a perdere la sensibilità alle mani e ai piedi, e non era una bella sensazione". È la conferma più chiara di quanto il problema fosse diventato ingestibile prima ancora che insopportabile.

Che il rischio fosse serio, del resto, era già emerso prima ancora dell'inizio del Mondiale. Adrian Newey aveva ammesso che le vibrazioni trasmesse attraverso telaio e volante potevano creare perfino danni ai nervi delle mani dei piloti, al punto da costringere il team a limitare i giri già nella prima gara dell'anno. Il GP di Cina, in questo senso, non ha fatto che rendere pubblico e clamoroso un problema che in casa Aston Martin era già noto.

Adesso la scuderia di Silverstone è chiamata a una reazione immediata. Perché la crisi dell'Aston Martin non riguarda solo il ritmo o l'affidabilità, ma anche la possibilità di mettere i propri piloti in condizione di guidare una vettura accettabile e sicura. E il fatto che tutto questo accada a due settimane da Suzuka, gara di casa per Honda, rende il quadro ancora più pesante.