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Il Tour de France perde un altro protagonista: dopo Chris Froome, vincitore dell'edizione 2013, costretto al ritiro dopo tre cadute in una tappa e mezza, la rassegna ciclistica ha perso anche Alberto Contador. Il ciclista spagnolo era caduto a circa 97 chilometri dal traguardo, ma aveva provato a ripartire: ma sulla discesa del Platzerwasel il "pistolero" ha dovuto alzare bandiera bianca, costretto dal dolore e dal ritardo accumulato ad abbandonare la corsa tra le lacrime. Inutili i tentativi di Rogers e Roche, compagni di squadra dello spagnolo, di fare "muro" e costringere il gruppo a rallentare, permettendogli di rientrare. La squadra kazaka dell'Astana, infatti, appresa la caduta di Contador, si è messa in testa al gruppo dando un ritmo alto alla gara e, di fatto, tagliare fuori dai gioco lo spagnolo.

Un gesto poco sportivo (ma comunque non proibito) che non mancherà di portare con sé delle polemiche. Il tutto, però, è andato a vantaggio di Vincenzo Nibali, che ha riconquistato la maglia gialla vincendo anche la tappa. Una vittoria agrodolce: senza Froome e Contador, la sensazione è quella di una vittoria "mutilata". Anche se adesso è ancora troppo presto per dirlo: il clima di questi giorni ha caratterizzato, in negativo, lo svolgimento del Tour de France, e chissà che non possa essere decisivo adesso che ci si sposterà sulla Alpi. "E' stata una bellissima vittoria, un grande lavoro della squadra", ha spiegato Nibali intervistato a fine tatppa da RaiSport, "Ma questa è stata anche una tappa tremenda, mi dispiace per Alberto Contador. Quando c'è un tempo così, bisogna sempre stare attenti perché è pericolosissimo".