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Tour de France sotto minaccia dei separatisti, come i ProPal alla Vuelta: “Useremo la corsa come megafono”

In occasione delle tre tappe che si correranno in Catalogna e apriranno la Grand Depàrd del Tour de France 2026, associazioni e gruppi di attivisti separatisti stanno organizzando proteste lungo il percorso: “Mobiliteremo centinaia di persone”.
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Sono ancora nel ricordo e negli occhi di tutti gli appassionati le feroci proteste e i tentativi di boicottaggio, alcuni dei quali andati anche a buon fine, da parte del movimento ProPal, alla Vuelta di Spagna 2025. Un'edizione messa a fortissimo rischio da manifestanti tutt'altro che pacifici che utilizzarono a pretesto la presenza della Israel PremierTech per dar sfogo ad atti di vera violenza e rabbia. Che minarono più volte la stessa incolumità dei corridori. Ora, mentre si avvicina la Grand Depàrd del prossimo 4 luglio per il via al Tour de France, la tensione e il rischio di nuovi disordini sta già salendo. A minacciare la Grande Boucle sono i movimenti organizzati dei separatisti catalani pronti a "usare la corsa come un megafono a livello internazionale" nelle prime 3 tappe che si svolgeranno tra Barcellona e altre città della Catalogna.

I disordini ProPal alla Vuelta 2025, il precedente che mette ansia per la Grand Depàrd da Barcellona

L'allarme è risuonato immediatamente e l'allerta ha fatto scattare il segnale rosso fuoco, perché da Barcellona e dintorni, dove sabato 4 luglio scatterà il prossimo Tour de France, che resterà in terra catalana per le prime tre tappe, sono arrivate le prime avvisaglie da parte di gruppi organizzati dei separatisti pronti a sfruttare l'enorme visibilità dell'evento per dar voce alla propria protesta. La sensazione è che il clima che si era creato non più tardi di un anno fa, con i disordini creati dai ProPal alla Vuelta, sia diventato un precedente pericolosissimo, visto che aveva messo a dura prova l'organizzazione evidenziandone anche enormi falle nella tutela dei corridori e per preservare il corretto andamento della corsa.

Separatisti catalani pronti a sfruttare la visibilità del Tour: "Mobilitemo centinaia di attivisti"

Se allora erano i manifestanti che polemizzavano per la presenza della Israel in gruppo, un WorldTour con sede a Tel Aviv finito per scomparire, a difesa dei diritti dei palestinesi, oggi i ProPal potrebbero essere sostituiti da militanti per l’indipendenza della Catalogna dalla Spagna. Approfittando della Grand Depàrt che scatterà proprio da Barcellona teatro delle prime tre tappe del Tour che poi entrerà nei confini naturali della Francia. L'Assemblea "Nazionale Catalanae" l'associazione "Òmnium Cultural" hanno infatti annunciato che verranno compiute "importanti azioni coordinate" in concomitanza con il passaggio del Tour de France: "Vogliamo unire i nostri sforzi" si legge sulle dichiarazioni riportate da Marca, "per trasformare questo evento in una grande manifestazione civica e democratica a favore dell’indipendenza".

Fin qui tutto legittimo e nessun problema, ma la paura radicata è che tutto ciò possa venire ulteriormente strumentalizzato dai soliti gruppi di infiltrati pronti a creare disordini: "Stiamo analizzando le sezioni con maggiore copertura televisiva per garantire che la nostra iniziativa abbia ripercussioni internazionali. Mobiliteremo centinaia di attivisti, lungo il percorso perché vogliamo utilizzare il Tour de France 2026 come un megafono internazionale per portarci all’attenzione del mondo".

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