Remco Evenepoel trionfa all’Amstel Gold Race: allo sprint si prende la rivincita su Skjelmose

Remco Evenepoel non ha fallito l'appuntamento con la corsa che lo attendeva da favorito. Il belga della Red Bull-Bora-Hansgrohe ha vinto la Amstel Gold Race 2026, piegando in uno sprint a due Mattias Skjelmose e cancellando così il finale amaro dell'anno scorso, quando proprio il danese lo aveva preceduto sul traguardo insieme a Pogacar. Stavolta il copione si è ribaltato: stessi protagonisti, epilogo diverso. E la rivincita di Evenepoel è stata netta.
La sessantesima edizione della classica olandese, lunga 257,2 chilometri con 33 muri tra Maastricht e Valkenburg, si è accesa nel finale quando la selezione è diventata definitiva sul Kruisberg. Da lì è nato il gruppo dei migliori con Evenepoel, Skjelmose, Romain Gregoire, Kevin Vauquelin e Matteo Jorgenson. Poi la svolta: la caduta di Vauquelin ha tagliato fuori anche Jorgenson e ha lasciato davanti i tre uomini che si sarebbero poi giocati la corsa. Sul penultimo passaggio del Cauberg, però, il ritmo imposto dal belga ha fatto saltare anche Gregoire.

A quel punto è rimasto soltanto il testa a testa più atteso. Skjelmose ha resistito fino all'ultimo chilometro, ha provato a restare incollato alla ruota del rivale e a trascinarlo in una volata giocata sull'esplosività. Ma nel momento decisivo Evenepoel ha cambiato passo e non gli ha lasciato alcuna possibilità di replica, andando a prendersi la sua prima vittoria all'Amstel Gold Race e una delle affermazioni più pesanti della sua primavera. Sul terzo gradino del podio è salito Benoit Cosnefroy, vincitore della volata del gruppetto inseguitore a 1'59".

La giornata ha detto molto anche in chiave italiana. Marco Frigo è stato tra i protagonisti assoluti della fuga iniziale, ha resistito più di tutti davanti e si è arreso soltanto quando i big hanno acceso davvero la corsa. Nonostante lo sforzo, è riuscito a restare competitivo fino al finale, chiudendo con un ottimo decimo posto. In una corsa dominata dal duello tra Evenepoel e Skjelmose, il suo resta comunque un segnale importante.