Emilien Jacquelin, il biatleta con la bandana e l’orecchino di Pantani accantona lo sci per il ciclismo
Esistono momenti in cui lo sport smette di essere semplice routine atletica e si trasforma in assoluta poesia, guidata dai sentimenti. Ciò che è diventato per Emilien Jacquelin il ciclismo, lui, campione francese di biathlon che ha scelto di riporre carabina e sci per saltare ufficialmente in sella ad una bicicletta, confermando in un video pubblicato dalla Federsci francese, lo stop da ogni competizione invernale e senza disputare l'intera stagione di Coppa del Mondo 2026-2027 per dedicarsi anima e corpo allo sport che per primo gli ha fatto ritmare forte il cuore, sin da ragazzino, in un battito scandito nel tempo dalle imprese intramontabili di Marco Pantani.
Jacquelin, il biatleta che mostrò al mondo l'amore per Marco Pantani a Milano-Cortina
Sì, perché per chi non se lo ricorda, Emilien Jacquelin è il medesimo biatleta che ha partecipato alle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina non da semplice concorrente della nazionale francese, ma da puro portavoce del Pirata: ha disputato le proprie gare non a caso, indossando l'orecchino originale di Marco Pantani, prestatogli con immenso affetto da mamma Tonina. Regalando a tutti gli appassionati, non solo di sci, immagini indimenticabili come in occasione della gara sprint, quando si tolse occhiali e bandana imitando il Pirata o quando, tagliando il traguardo nel bronzo a inseguimento, mostrò con orgoglio quell'orecchino in diretta TV, indicando il cielo.
Oggi, ciò che poteva apparire con un semplice e banale romantico omaggio si è trasformato in qualcosa di più concreto: Jacquelin ha deciso di continuare a pedalare, ufficializzando il prolungamento dell'accordo con la formazione francese Decathlon AGR2 La Mondiale, la stessa del giovane fenomeno Paul Seixas, per il team sviluppo CMA CGM.
Jacquelin e l'amore per il ciclismo: "Voglio spingermi al limite"
Non una semplice avventura estemporanea: ha già assaggiato il professionismo in sella con diversi appuntamenti del circuito UCI come la Polynormande, il Tour di Limousin e il Giro di Gran Bretagna. Ora, la scelta decisiva, per focalizzarsi interamente nelle corse su strada, ispirato dal mito del Pirata: "Ho deciso di continuare con il ciclismo per i prossimi mesi e di non partecipare alla prossima stagione invernale con la squadra di biathlon. Mi ero prefissato di entrare nel ciclismo professionistico, siamo a settembre e continuerò per capire fino a che punto posso spingermi in questo sport".
Il sogno intatto di Jacquelin: "Appuntamento alle Olimpiadi invernali 2030"
Eppure non lascerà definitivamente il biathlon, la disciplina che lo ha fatto conoscere e apprezzare al mondo dello sport. Jacquelin abbandona la razionalità per affidarsi al proprio cuore ma non cancella il proprio passato e guarda dritto verso il futuro: nel giorno in cui ha confermato la sua presenza in bici ha anche ribadito che l'obiettivo a lungo termine resta saldamente ancorato ai Giochi Olimpici invernali del 2030, che si disputeranno in casa sulle Alpi francesi: "Il mio percorso nel biathlon non è ancora finito, il percorso che sto seguendo è diverso, speciale. Ma sento che è in linea con ciò che voglio fare in attesa del 2030".
Tutto ciò però riguarderà lo Jacquelin del futuro, quello di oggi ha deciso di esplorare fino in fondo il suo sogno d'infanzia, lasciando che a parlare siano i pedali, la strada, la fatica in salita e soprattutto la memoria. Sempre viva, di Marco Pantani.