Matthew Richardson escluso dai Mondiali di ciclismo su pista: aperta una indagine per razzismo
Doveva essere la stella della nazionale inglese ai Mondiali di ciclismo su pista che si stanno correndo in Cina, a Shanghai, e invece Matthew Richardson sta facendo parlare di sé per tutt'altro: è stato escluso a poche ore dall'inizio della kermesse iridata da parte della Gran Bretagna con la British Cycling, la Federciclismo inglese, che ha aperto una indagine interna per presunti atteggiamenti discriminatori a sfondo razziale di Richardson nei confronti di alcuni compagni. Il tre volte medagliato olimpico, aveva appena richiesto e ottenuto il cambio di nazionalità, lasciando l'Australia per l'Inghilterra, non senza polemiche. Ora questo nuovo problema: "Mi spiace se alcune persone si sono sentite ferite".
"British Cycling può confermare che Matt Richardson è stato rimosso dalla rosa della squadra britannica di ciclismo su pista per i prossimi Campionati Mondiali UCI 2026 a Shanghai, in Cina. Per correttezza nei confronti di chiunque sia coinvolto in un'indagine, non rilasceremo commenti su alcun procedimento in corso". Questo è stato l'asciutto testo del comunicato ufficiale con cui la Federciclismo britannica ha gelato i propri tifosi alla vigilia dei Mondiali su pista che sono iniziati il 14 ottobre in Cina. Una esclusione eccellente, perché proprio Richardson era il corridore più atteso e su cui si poggiavano diverse speranze di medaglie, arrivando dai due oro agli ultimi Europei e forte degli argenti iridati del 2025.
Richardson e l'esclusione ai Mondiali in pista: l'inchiesta interna per razzismo
Invece, un "procedimento" interno lo ha costretto a restare a casa, una decisione sulla quale è calato il massimo riserbo ma attorno cui non sono mancate le indiscrezioni che hanno evidenziato i possibili motivi, mai smentiti dalle parti coinvolte: atteggiamenti razzisti da parte dell'ex Aussie nel gruppo squadra inglese. Episodi verificatisi all'interno della propria nazionale inglese e che hanno portato alla drastica decisione a poche ore dall'inizio della rassegna iridata.
A parlare è stato però lo stesso Richardson, attraverso i suoi vanali social, in cui ha ammesso che qualcosa di serio sia effettivamente accaduto in gruppo: "Comprendo la gravità di quanto è stato riportato" ha scritto, confermando l'indagine interna e la sua massima disponibilità alla collaborazione. "Mi spiace se ho ferito i sentimenti di qualcuno" ha poi concluso, chiedendo il massimo rispetto della propria privacy.
Il controverso cambio di nazionalità: Richardson bandito a vita in Australia
L'esclusione di Matthew Richardson non è un elemento secondario né per il ciclismo britannico né per quello internazionale essendo una delle stelle assolute in pista. Tre medaglie nelle ultime Olimpiadi, altre tre agli ultimi Europei a Konya in Turchia (due ori in Sprint e Keirin, argento a squadre) e poi ancora sul podio ai Mondiali 2025 dove aveva anche conquistato il titolo di Campione britannico. Successi arrivati immediatamente dopo il controverso e polemico passaggio di nazionalità.
Nato in Inghilterra ma cresciuto dall'altra parte del Mondo, Richardson aveva sempre gareggiato per i colori australiani fino all'agosto 2024 quando, subito dopo le Olimpiadi aveva deciso per un cambio che scatenò l'ira dell'AusCycling che arrivò alla decisione di bandirlo a vita da qualsiasi incarico o rappresentanza del ciclismo australiano.