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Capiot ricoverato in terapia intensiva dopo la caduta al Tour of Bruges: “Qualcosa di grave non andava”

Amaury Capiot si è rotto clavicola e anca lo scorso marzo al Tour of Bruges. Un incidente per il quale è ancora in riabilitazione e che ha avuto complicanze impreviste: “I medici hanno capito che qualcosa non andava, ho trascorso una settimana in terapia intensiva”
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Dallo scorso 23 marzo, quando il corridore della Jayco AlUla, Amaury Capiot è caduto malamente al Tour of Bruges, fratturandosi clavicola e anca, non ha potuto più mettere piede su una bici. Una lunghissima riabilitazione che si concluderà solamente a fine estate, dopo le complicanze che lo stesso belga ha voluto raccontare recentemente: "I medici si sono preoccupati, ora sto recuperando massa muscolare e la nascita di mio figlio mi motiverà ancora di più".

La caduta e le fratture di Capiot, ancora in riabilitazione: "Sto ancora ricostruendo i muscoli"

Una banale e classica caduta a bordo strada, finendo pesantemente a terra sull'asfalto e ritrovandosi con una spalla e il bacino fuori uso. Questo era accaduto lo scorso 26 marzo a Capiot, ma nessuno ha mai saputo fino ad oggi che quell'infortunio ha rischiato di diventare anche qualcosa di ben più grave di semplici ossa fratturate. Perché una volta raggiunto ricoverato in ospedale, il corridore belga è stato costretto anche ad una settimana di terapia intensiva per essere costantemente monitorato: "Anche se la caduta è stata banale, avevo subito capito di essermi infortunato alla spalla e all'anca ma non che ci fosse qualcosa di più grave", ha raccontato recentemente il belga, tornando a quel triste episodio.

Capiot in terapia intensiva: "I medici erano preoccupati, ora spero vada tutto alla perfezione"

Oggi, Capiot è ancora in piena riabilitazione: a distanza di due mesi non ha ancora rimesso piede su una bici e molto probabilmente lo potrà fare solamente a fine di questa estate: "A causa dell'impatto, sia la coscia che l'anca si sono lussate" ha raccontato Capiot a "Het Nieuwsblad". "Tutto ciò ha avuto un impatto così significativo sul mio sistema muscolare che il dolore e i rischi maggiori sono appena passati in questi giorni. Allenarmi non è ancora possibile anche se, dalla settima settimana dopo la caduta, mi sto sottoponendo a riabilitazione e sono entrato finalmente nella fase in cui posso iniziare a ricostruire la massa muscolare".

Ma perché una tempistica così lunga e complicata? A rispondere è lo stesso Capiot che rivela le complicanze subite una volta arrivato in ospedale dopo la caduta: "La cosa assurda è che l'impatto non è stato nemmeno così forte… eppure una volta in ospedale ci si è resi conto che la situazione era più grave del previsto e sono finito in terapia intensiva. Poi, una volta dimesso e tornato a casa, sono rimasto confinato a letto per altre due settimane. Ora il peggio è passato ma tutto dovrà procedere alla perfezione da ora in avanti" ha concluso il belga che poi ha anche confermato la prossima nascita del suo primogenito: "Mi aiuterà a distrarmi e mi sta già dando ulteriori motivazioni". 

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