Weah: “Ronaldo non è il migliore del mondo, si è allenato per esserlo. In Lukaku rivedo mia storia”
George Weah è stato il primo calciatore non europeo a vincere il Pallone d'Oro ed è molto legato alla nostra Serie A. L'ex attaccante del Milan, che attualmente ricopre la carica di presidente della Liberia, in un'intervista a La Gazzetta dello Sport ha passato i raggi X il nostro campionato e secondo ha le idee chiare su quale sia la rivale più pericolosa per il Milan nella corsa Scudetto: "Dico Juventus per due motivi: perché da bambino tifavo per la Juve e perché vince da nove anni. Quando ero piccolo in Africa non arrivavano le immagini della Serie A, eravamo legati al calcio francese e facevano vedere le immagini di Platini in Italia, così mi affezionai alla Juve. Poi la vita mi ha portato al Milan e lì ho trovato una famiglia oltre ad un fantastico ambiente di lavoro. Il Milan mi ha dato tutto, ma il tifo per la Juve è rimasto".
Parole al miele per Zlatan Ibrahimovic, che ritiene "un condottiero" e parla così del suo ritorno in rossonero dopo quasi dieci anni: "Sono contento che il Milan l’abbia preso perché può essere molto utile al club nel lavoro con i giovani perché i ragazzi, tanto in prima squadra come nella Primavera, in lui hanno un grande esempio e una fonte d’ispirazione. Uno che possono ammirare e considerare un leader che li può guidare".
Weah ha elogi per tutti e quando parla di Romelu Lukaku fa riferimento al percorso che ha fatti lui: "Se penso a lui ricordo la mia storia: quando decisi di muovermi dalla Francia all’Italia la gente mi diceva che da voi non ce l’avrei fatta perché il campionato italiano è duro, complicato, tattico. Io mi trovai benissimo perché credevo nelle mie qualità e lo stesso mi sembra stia succedendo a Lukaku: era già un ottimo giocatore ed è migliorato ancora, lo trovo più completo rispetto al suo passaggio in Inghilterra”.
Infine il Pallone d'Oro del 1995 parla così di Cristiano Ronaldo: "È la testimonianza più alta di come grazie al lavoro e alla passione si possano raggiungere obiettivi sulla carta impensabili. La storia di Ronaldo ti dice che se credi di poter fare una cosa, la puoi fare. Non è il migliore del mondo, ma si è allenato in maniera incredibile per diventarlo. Sono un suo fan, perché non ha perso l’umiltà e si è guadagnato tutto ciò che ha, ha lottato metro per metro per arrivare dov’è ora”.