Su Insigne la minaccia dei tifosi del Pescara per il rigore non calciato: “Chi ha tradito pagherà”

Lorenzo Insigne era stato accolto a Pescara come il classico figliol prodigo, tornando laddove era tutto iniziato per provare una missione quasi impossibile: rialzare il club abruzzese dal fondo classifica della Serie B e portarlo ad una insperata salvezza. L'ex Magnifico del Napoli, ha contribuito a nutrire la speranza, fino alla sfida contro il Padova che il Pescara ha perso fallendo un calcio di rigore. Davanti al quale, per i tifosi, Insigne – insieme ad altri "senatori" della squadra – si sarebbe rifiutato di tirare, lasciando l'incombenza a Russo, che l'ha sbagliato. Spingendo il club sull'orlo della Serie C e scatenando il livore della tifoseria autrice di un comunicato dai toni minacciosi: "Tutti i responsabili dovranno pagare le loro colpe".
Il duro comunicato della Curva: "Chi ha tradito pagherà il conto più salato"
Alla vigilia dell'ultima partita di campionato, che il Pescara si giocherà in casa contro lo Spezia e che, in caso di vittoria, potrebbe anche non bastare al raggiungimento dei playoff, la ferocia della tifoseria si è riversata in una nota ufficiale della Curva: "Quello che è successo a Padova è semplicemente vergognoso, ci sarebbero mille domande da fare ma probabilmente le risposte, quelle vere, non arriveranno mai" si legge nel comunicato che si conclude con una vera e propria minaccia: "Se ci sarà la pur minima speranza di raggiungere i play-out sosterremo la squadra come solo noi sappiamo fare, ma, se alla fine qualcosa non dovesse andare come speriamo, tutti i responsabili dovranno pagare le loro colpe per quanto successo a Padova, presentando il conto più salato che si possa presentare a chi tradisce e volta le spalle".
Insigne sotto accusa, il presidente lo difende: "Non doveva nemmeno scendere in campo"
Lorenzo Insigne non viene mai formalmente nominato ma la rabbia è rivolta proprio contro di lui considerato il "traditore" per eccellenza, riversando le responsabilità nel momento della necessità su un altro compago di squadra, "nascondendosi" di fronte ad un calcio di rigore dal "peso" enorme. Che la Curva Nord non ha perdonato, anche dopo le spiegazioni del club, a voce del presidente Sebastiani: "Insigne ha giocato prendendo dei medicinali, ben tre dosi di toradol, e in realtà non doveva neanche essere in campo" ha sottolineato il numero 1 del Pescara. "Stava per essere sostituito proprio nel momento in cui l’arbitro ha assegnato il calcio di rigore, ma è voluto rimanere sul terreno di gioco per continuare a dare ancora una mano ai compagni, nonostante stesse visibilmente zoppicando".
Cos'era successo in Padova-Pescara: il rigore sbagliato e le parole del tecnico Gorgone
L'episodio si è consumato durante Padova-Pescara del 1° maggio 2026, all'80' quando, sullo 0-0, il Pescara ha ottenuto un rigore decisivo che poteva valere un salto decisivo verso la salvezza. Nonostante la presenza in campo del capitano Lorenzo Insigne, il tiro è stato affidato al giovane Flavio Russo che lo ha sbagliato, portando poi alla sconfitta degli abruzzesi. Sull'episodio, le parole del tecnico Gorgone sono divampate come fuoco: "Altri giocatori non se la sono sentiti di calciare". Da lì, l'ira dei tifosi.