Spinge l’arbitro e poi fa volare anche un bidone dell’immondizia: Guzman completamente fuori controllo
Quando si accostano le parole "bidone della spazzatura" e "portiere", il pensiero va inevitabilmente a Gigi Buffon e al memorabile sfogo dopo la sconfitta contro il Real Madrid in Champions League. Da oggi, però, c'è un altro estremo difensore a far parlar di sé per un contenitore dei rifiuti, questa volta vero e proprio. Si tratta di Nahuel Guzman, portiere del Tigres letteralmente fuori di testa durante il match contro i Vancouver Whitecaps. Il classe 1986 ha scatenato il caos subito dopo aver incassato un cartellino rosso.
Un provvedimento inevitabile, arrivato dopo un contatto sconsiderato con l'arbitro, che rende la sua reazione del tutto ingiustificabile. Non è la prima volta che il portiere argentino finisce sotto i riflettori per le sue intemperanze: già in passato, dopo un'altra espulsione, si era nascosto dietro un telone per continuare a seguire la partita da bordo campo. Questa volta, però, la sua scenata ha fatto il giro del web ed è finita al centro delle polemiche sia in Messico che in Argentina. Una brutta storia per "El Paton", ovvero "l'uomo dai piedi grandi".
Guzman pessimo dopo l'espulsione in Tigres-Vancouver
Nel finale della partita valida per la Leagues Cup, sul risultato di 1-1 e con i canadesi bravi a trovare il pareggio in extremis, Guzman, che non è nuovo a certi atteggiamenti oltre le righe, ha avuto uno scatto di rabbia. Dopo aver bloccato la sfera, ha deciso di fare tutto da solo e ha iniziato a correre verso il centrocampo per battere un calcio di punizione velocemente. Quando l'arbitro però lo ha fermato, intimandogli di aspettare per la ripresa del gioco, ecco la spinta sul petto da parte del portiere del Tigres in trance agonistica. Rosso diretto e partita finita per un incredulo Guzman, che per diversi minuti ha cercato di spiegare le sue ragioni protestando con l'arbitro.
Il lancio del bidone della spazzatura e della sedia
Niente da fare però, con l'espulsione ovviamente non revocabile. Prima di abbandonare completamente il campo, all'ingresso del tunnel degli spogliatoi, Guzman ha perso la testa: ha preso un cesto della spazzatura e lo ha pericolosamente lanciato in una zona, tra l'altro, a ridosso dei tifosi. Non contento, poi se l'è presa con una sedia e altri oggetti presenti. Ora rischia di andare incontro ad una lunga squalifica, perché il giudice sportivo potrebbe non chiudere certo un occhio di fronte a reazioni così plateali.
Perché Guzman è ingiustificabile, recidivo
Guzman è riconosciuto per il suo carattere fumantino e ha provato a più riprese a far capire all'arbitro di non essersi reso conto di aver spinto proprio lui. Alla fine però il gesto c'è stato e l'arbitro che ha diretto anche gare dei Mondiali non ha potuto fare altro che tirare fuori il rosso. Se a questo si aggiunge l'inqualificabile uscita dal campo, il quadro è completo. Se a questo ci aggiungiamo anche la recidività con alcuni episodi non edificanti del passato (come quando si nascose dopo un rosso)…
Il sostituto di Guzman grande protagonista, ma non basta
Certo è che l'epilogo del confronto è stato comunque favorevole alla squadra del Tigres nonostante l'inferiorità numerica. Infatti, per uno scherzo del destino, il sostituto di Guzman, Carlos Rodríguez, si è rivelato all'altezza della situazione: doppia parata nella lotteria dei calci di rigore e successo per la squadra messicana. Purtroppo però niente da fare per la qualificazione ai quarti di finale: la differenza reti ha penalizzato il Tigres, comportando l'eliminazione dalla Coppa di Lega.