Spalletti non ha gradito la parola “fallimento” di Comolli: cosa sta succedendo nella Juventus

In casa Juventus continua a tenere banco il delicato equilibrio tra Damien Comolli e Luciano Spalletti. Dopo aver deciso di proseguire insieme, il club bianconero è ora al lavoro per definire con maggiore chiarezza competenze e confini operativi, nel tentativo di stemperare le tensioni accumulate negli ultimi mesi.
Secondo quanto riportato dal quotidiano La Stampa, i rapporti tra i due restano piuttosto freddi. Alcune recenti dichiarazioni di Comolli non sarebbero state gradite da Spalletti, riaccendendo vecchi attriti e divergenze interne. Già dopo la sconfitta contro la Fiorentina, il tecnico aveva fatto discutere annunciando un confronto diretto con John Elkann per analizzare il proprio futuro, una presa di posizione interpretata da molti come un modo per rafforzare il proprio peso all’interno della società, aggirando di fatto le gerarchie dirigenziali.

Anche la volontà dell’allenatore di avere maggiore voce nelle strategie di mercato è stata letta come un segnale forte. Successivamente Comolli, parlando pubblicamente del proprio rapporto costante con Elkann, ha ribadito la centralità del suo ruolo e ha definito un "fallimento” la stagione bianconera, termine che Spalletti aveva criticato apertamente pochi giorni prima.
A Spalletti non è piaciuta la parola ‘fallimento' usata da Comolli per descrivere la stagione della Juve
A complicare ulteriormente il clima ci sono anche alcune questioni di mercato rimaste irrisolte. Il tecnico avrebbe insistito senza successo per l’arrivo di un nuovo centravanti, oltre a spingere per la permanenza di Dušan Vlahović e per l’acquisto di Alisson Becker: sul portiere del Liverpool, però, la trattativa si è complicata per le elevate richieste economiche del club inglese. Nel frattempo la Juventus valuta anche alternative come David de Gea e Alexander Nübel.
Prima degli acquisti, però, cresce l’attesa per il confronto diretto tra Spalletti e Comolli previsto nei prossimi giorni. Un faccia a faccia che potrebbe rivelarsi decisivo per il futuro degli equilibri interni della Vecchia Signora.