Simone Inzaghi stravolge l’Al Hilal e perde: “Irresponsabile e sabotatore”. In Arabia non riesce a farsi amare
Simone Inzaghi ci tiene a precisarlo, e nelle sue parole c'è tutto l'orgoglio di un allenatore campione d'Italia: "Questa è la mia terza sconfitta da quando guido l'Al Hilal". Ovvero in oltre un anno, da quando nell'estate del 2025 il 50enne tecnico piacentino è andato in Arabia Saudita a mettersi in tasca uno stipendio da 25 milioni netti a stagione dopo aver lasciato l'Inter. Ma Inzaghi sa anche che quello è il destino per uno col suo curriculum e il suo ingaggio: essere subissato di critiche quando si perde e ritenere tutto normale quando si vince.
Martedì l'Al Hilal è stato battuto a sorpresa in casa del club qatariota dell'Al-Shamal nella terza giornata della fase a gironi della Champions League asiatica: una sconfitta per 3-1 molto netta, che è stata ritenuta figlia delle scelte di formazione del tecnico. Inzaghi ha fatto un turnover molto spinto per via dei tanti impegni ravvicinati e della stanchezza dei titolari, arrivando a mettere in campo 8 giocatori non abitualmente in campo dal 1′. In panchina o neanche convocati i vari Bounou, Koulibaly, Watkins, Neves e Milinkovic-Savic, oltre alle assenze dell'infortunato Martinelli e dello squalificato Summerville.

Tutti nomi che danno il senso di una rosa molto forte e pagata ovviamente a peso d'oro in stipendi, come d'abitudine nel calcio saudita per attrarre calciatori di questo livello. In campo tra i big c'era solo Theo Hernandez e per il resto quasi tutti giocatori sauditi, il che si è tradotto in una disfatta contro una squadra di buon livello e che invece ha schierato tutti i suoi migliori elementi, da Mahrez (qui sotto il saluto con Inzaghi) a Murillo e Pablo Mari.
Le critiche durissime a Simone Inzaghi: "L'Al Hilal ha perso per colpa sua, ha mancato di rispetto"
L'Al Hilal è primo in campionato con due punti di vantaggio sull'Al Nassr di Ronaldo e abbondantemente in corsa in Champions per qualificarsi agli ottavi avendo vinto le prime due partite del girone, ma questo non ha impedito a tifosi e giornalisti di scagliarsi contro Inzaghi. Particolarmente duro il giornalista saudita Abdullah Falatah, che ha fatto a pezzi Simone per l'approccio alla partita e le scelte di formazione, ritenendolo il responsabile unico della sconfitta: "Quello che ho visto con l'Al-Hilal mi fa dire che a volte puoi avere i soldi, ma poi arriva l'allenatore e rovina tutto".
"Il denaro non è tutto, è fondamentale avere un allenatore che sappia come gestirlo – ha attaccato il giornalista – La squadra ha giocatori che valgono un miliardo di riyal (quasi 250 milioni di euro al cambio, ndr), e poi arriva lui mette in panchina tutti i titolari. Inzaghi evidentemente ha sottovalutato l'Al-Shamal, nonostante avesse militato nella Qatar League la scorsa stagione e vantasse giocatori eccezionali, in particolare Riyad Mahrez. È vero che questa non è la fine del percorso, né l'ultima partita del torneo, ma l'Al-Hilal ha il suo orgoglio, e non è giusto che si arrendano così, lasciando fuori dal campo tutti i titolari".
Poi la conclusione, ancora più dura: "Inzaghi si deve assumere la piena responsabilità di questa sconfitta senza esitazioni. Ogni allenatore ha il diritto di effettuare dei cambi, ma quello che è successo non è stato un cambio, è stata irresponsabilità, sabotaggio della squadra e mancanza di rispetto nei confronti degli avversari, ed è per questo che Inzaghi si è meritato la sconfitta".
Niente di nuovo per Inzaghi, visto che l'Al Hilal quest'anno già aveva perso una partita nella Saudi Pro League contro il Neom a settembre (a fronte di 9 vittorie nelle altre 9 gare giocate) e anche dopo quel match le critiche nei suoi confronti erano fioccate durissime. Pesa anche il bottino non eccezionale della sua prima stagione a Riad: vinta sì la King's Cup, ovvero la coppa nazionale saudita, ma perso il campionato a favore dell'Al Nassr e uscito molto presto in Champions. E poi ci sono gli sbuffi incessanti di fronte al modo in cui gioca la squadra: Inzaghi viene spesso criticato anche quando vince, per il suo stile ritenuto troppo prudente e "non da Al Hilal". Più volte sui social nei mesi scorsi è comparso l'hashtag #InzaghiOut. Il suo orgoglio sicuramente è toccato, ma altrettanto sicuramente è ben pagato…