Lukaku non c’è alla ripresa degli allenamenti, il Napoli: “Valuteremo provvedimenti disciplinari”

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Romelu Lukaku non torna a Napoli per la ripresa degli allenamenti e continua la riabilitazione in Belgio. La nota del club azzurro: “La Società si riserva di valutare l’adozione degli opportuni provvedimenti disciplinari”.

Romelu Lukaku non rientra a Napoli e sarà punito dalla società. L’attaccante ha deciso di proseguire il percorso di recupero in Belgio almeno fino alla fine della settimana, ignorando l'ultimatum da parte del club.

Dall’entourage del giocatore filtra una versione che non confermerebbe questo ‘aut aut' da parte della società ma è arrivata la comunicazione ufficiale del Napoli sull'assenza del calciatore belga alla ripresa degli allenamenti: "SSC Napoli comunica che il calciatore Romelu Lukaku non ha risposto alla convocazione di oggi in vista della ripresa degli allenamenti. La Società si riserva di valutare l’adozione degli opportuni provvedimenti disciplinari, così come la prosecuzione dell’attività del calciatore nel gruppo squadra a tempo indeterminato".

Il centravanti sta lavorando per recuperare da un problema al flessore dell’anca, tra infiammazione e accumulo di liquido, emerso durante i controlli effettuati in patria. Una situazione che spiega anche il suo utilizzo limitato nelle ultime settimane con il Napoli. L’obiettivo resta quello di tornare al meglio della condizione per il finale di stagione e per gli impegni con la nazionale belga ma la sua assenza alla ripresa degli allenamenti non era condivisa con la società.

Il Napoli è molto risentito del comportamento del calciatore e, come affermato nella nota, "si riserva di valutare l’adozione degli opportuni provvedimenti disciplinari".

Perché Lukaku non è tornato a Napoli: il retroscena

Secondo quanto riportato dal quotidiano belga HLN, e confermato dallo stesso attaccante, Lukaku non ha alcuna intenzione di abbandonare il Napoli. La scelta di restare in Belgio è legata esclusivamente alla volontà di recuperare al meglio in vista dei Mondiali, così da presentarsi in condizioni ottimali.

L’obiettivo è evitare quanto accaduto quattro anni fa, quando arrivò in Qatar non al top della forma e riuscì a trovare la migliore condizione solo in occasione della terza partita del girone contro la Croazia.

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La gestione del recupero di Romelu Lukaku viene spesso paragonata a quella del compagno di nazionale Kevin De Bruyne. Entrambi si sono affidati allo stesso centro di riabilitazione in Belgio, seguiti da specialisti di fiducia, ma i loro percorsi hanno preso direzioni diverse.

Mentre De Bruyne ha potuto completare l’intero recupero in Belgio, Lukaku è stato richiamato a Napoli all’inizio di novembre, quando non era ancora al meglio, anche in un momento personale delicato. "Romelu e io abbiamo seguito percorsi diversi dopo i nostri infortuni – ha dichiarato lo stesso KDB – Io ho completato tutta la riabilitazione in Belgio. Romelu metà ad Anversa, metà a Napoli. Quando hai due visioni diverse, è difficile lavorare insieme. Ci sono stati disaccordi, e questo non è ideale se vuoi tornare in forma".

Secondo quanto riportato in Belgio, il rientro anticipato sarebbe stato voluto dal club, ma si sarebbe rivelato controproducente: l’aumento dei carichi di lavoro avrebbe portato a una ricaduta, ritardando il pieno recupero dell’attaccante.

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Lukaku e il messaggio sui social: "Non volterei mai le spalle al Napoli, mai…"

A provato a fare chiarezza lo stesso Lukaku con un lungo messaggio sui social: "Questa stagione è stata difficile per me, a causa dell'infortunio e della perdita personale (Lukaku ha perso suo padre Roger, ndr)". E ancora: "So che c'è stato molto trambusto intorno alla mia situazione negli ultimi giorni, ed è importante fare chiarezza".

Entrando nel dettaglio delle sue condizioni, Lukaku ha spiegato: "A dire il vero, nelle ultime settimane non mi sono sentito bene fisicamente. Mi sono fatto visitare quando ero in Belgio e si è scoperto che avevo un'infiammazione e un accumulo di liquido nel muscolo flessore dell'anca, oltre al tessuto cicatriziale; questo è il secondo problema che ho avuto dal mio ritorno all'inizio di novembre".

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Nonostante le tensioni, il legame con il Napoli non viene messo in discussione: “Ho scelto di fare la riabilitazione in Belgio per poter aiutare la nazionale quando verrò convocato”, ha chiarito. E ha aggiunto con decisione: “Non volterei mai le spalle al Napoli, mai… non c'è niente che preferirei fare che giocare e vincere con la mia squadra”.

Infine, uno sguardo anche alla sfera personale: “Ma adesso devo assicurarmi di essere al 100%, perché ultimamente non lo sono stata e questo ha avuto un forte impatto sulla mia salute mentale. È stato un anno difficile… ma alla fine ce la farò e aiuterò il Napoli e la nazionale a raggiungere i loro obiettivi quando sarò convocato… è tutto ciò che desidero”.

La situazione resta quindi delicata e tutta da monitorare, con possibili sviluppi nei prossimi giorni.

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