"Hai idea come ti sei ammalato? Guardando i TG". Questa è l'opinione espressa dal Commissario Tecnico della Nazionale Italiana di calcio, Roberto Mancini in una story sul suo profilo ufficiale di Instagram sulla situazione di emergenza sanitaria ed economica che sta attraversando l'Italia, e il mondo intero, a causa della pandemia Covid-19 che ha travolto l'intera umanità dall'inizio del 2020.

Il CT si era già fatto notare per alcune dichiarazioni discutibili durante gli impegni degli Azzurri in Nations League nel mese che sta per finire ed aveva puntato il dito contro Ministro della Salute, Roberto Speranza, dicendo “Pensi prima di parlare”, oppure impugnando il vessillo del condottiero nella lotta alla riapertura degli stadi affermando che "La vita deve andare avanti, riapriamoli". Il presidente della FIGC, Gabriele Gravina, aveva pubblicamente cercato di mettere un freno alle posizioni del commissario tecnico della Nazionale A ma il Mancio, che aveva risposto al numero uno delle Federazione "Siamo in democrazia e ho espresso la mia idea", dopo pochi giorni ci è ricascato.

L'Italia sta attraversando un periodo difficile dopo che i mesi estivi avevano lasciato pensare ad un lento ritorno alla normalità, tanto che alcuni avevano scongiurato l'arrivo della temutissima ‘seconda ondata' ma non è andata così. Anzi, la situazione nelle ultime settimane è peggiorata di giorno in giorno e nella giornata di oggi abbiamo di nuovo registrato 136 morti a causa del Covid-19, con 16.079 nuovi casi su 170.392 tamponi. Numeri che non danno conforto per le settimane a venire e per ciò che potrà succedere.

La curva dei contagi cresce, i numeri salgono giorno dopo giorno e il Governo è costretto a prendere nuove misure di contenimento per scongiurare un nuovo lockdown ma uno degli esponenti più importanti dello sport in Italia dice che le persone si ammalano a causa dell'informazione. La visibilità, la responsabilità e l'importanza sociale che ha un personaggio come il CT della Nazionale Mancini dovrebbe conoscerle: esporsi in questo modo su un tema del genere, promuovendo una vignetta negazionista, è estremamente grave per il momento che stiamo vivendo. Un'uscita meritevole di dimissioni più che un filotto di sconfitte o un obiettivo fallito sul campo.

Appena una settimana fa Mancini si è recato a Bergamo al Cimitero Monumentale per rendere omaggio alle vittime della pandemia con le delegazioni di FIGC e federazione olandese. Oggi sminuisce l'emergenza lanciando un messaggio, neanche troppo velato, che la colpa sarebbe di chi  informa su ciò che accade ogni giorno nel nostro paese rilanciando attraverso un profilo social seguito da 577mila persone un messaggio di stampo negazionista e veicolando parole che qualche giorno fa venivano utilizzate in una manifestazione a Roma per dire che il Covid è un'invenzione. Negli ultimi mesi si è parlato spesso di "terrorismo mediatico", che locuzione infelice e di cattivo gusto in un momento simile, come se ci siano persone felice per ciò che sta succedendo: tutti vorremmo tornare alla normalità il prima possibile, e per tutti gli ambiti della nostra vita, ma in questo momento è richiesta una grande responsabilità nelle azioni e nelle parole, perché possono salvare vite in entrambi i casi.

Questa pandemia ha stravolto le vite di tutti noi, ci sono stati 36.832 morti solo nel nostro paese (1,13 milioni in tutto il mondo) e non sarebbe né giusto né rispettoso nei confronti di quelle persone che non ci sono più, di chi ha combattuto il virus e di chi lo sta facendo ora minimizzare quello è accaduto nei mesi scorsi e che sta accadendo. Dobbiamo resistere alla seconda ondata, che tanti avevano scongiurato e di cui ora iniziamo a constatare con mano la forza, senza cedere alla paura. Dobbiamo farlo con responsabilità e senso civico, tutti. Compreso il commissario tecnico della Nazionale.