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Spunta il rischio ‘ineleggibilità’ per Malagò nella corsa alla presidenza FIGC: cos’è il ‘cooling off’

La norma denominata “cooling off” potrebbe ostacolare la candidatura dell’ex presidente CONI, Giovanni Malagò, alla FIGC mentre si accende la sfida con Abete. Settimana decisiva tra incontri e alleanze in vista del voto del 22 giugno.
A cura di Vito Lamorte
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Potrebbe complicarsi la corsa alla presidenza della FIGC per Giovanni Malagò. Nelle ultime ore è emersa infatti una possibile questione legata alla sua eleggibilità: alcuni avversari richiamano la norma del cosiddetto ‘cooling off', che prevede un periodo di stop per chi ha guidato un ente vigilante prima di poter assumere incarichi in organismi collegati.

Nel suo caso, il passaggio da CONI alla federazione calcistica potrebbe rientrare in questa fattispecie, tema che potrebbe finire all’attenzione di autorità come Anac o Antitrust.

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Presidenza FIGC, sfida totale: Malagò prova l’allungo, Abete resiste

La corsa alla presidenza federale entra nel vivo con una serie di incontri decisivi che coinvolgono tutte le componenti del sistema. Giovanni Malagò continua a muoversi oltre il proprio bacino di riferimento, cercando consensi anche tra le altre leghe: in agenda prima il confronto con la Serie B a Roma, dove sarà presente anche Giancarlo Abete insieme al presidente Paolo Bedin. Poi, venerdì, doppio appuntamento in videocollegamento con i 60 club di Serie C, con Abete alle 11 e Malagò a seguire.

Forte dell’appoggio di AIC e AIAC, che insieme rappresentano una fetta significativa del peso elettorale, oltre al sostegno della Lega Serie A, Malagò sembra avere i numeri per puntare alla vittoria. Dall’altra parte, però, Abete può contare sulla solidità della LND, che da sola incide in maniera rilevante sugli equilibri.

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Proprio per questo, gli incontri con Serie B e Serie C saranno determinanti per orientare il voto. Malagò confida di ottenere ulteriori consensi, ma preferisce attendere l’esito dei confronti prima di sciogliere le riserve.

Il termine per ufficializzare le candidature è fissato al 13 maggio e, al momento, la sfida resta a due. Abete, nonostante gli endorsement al rivale, non sembra intenzionato a fare passi indietro e punta a sfruttare il passaggio elettorale per aprire un confronto ampio sulle criticità del calcio italiano.

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