Matthijs de Ligt, ancora lui. Il difensore olandese, costato alla Juventus quasi 90 milioni di euro (con stipendio netto di 12 milioni), è ancora una volta protagonista in negativo. A Lecce, pochi minuti dopo il gol su rigore siglato da Dybala (penalty assegnato dopo chiamata del Var e on-field-review di Valeri), l'ex Ajax tocca col braccio sinistro un cross in area sul quale Babacar del Lecce è in ritardo: il direttore di gara non ha alcun dubbio né ha bisogno di andare a rivedere l'episodio, limitandosi alla conferma dei collaboratori attraverso il silent-check.

  • Perché l'arbitro Valeri dà rigore al Lecce. Il fallo di mano (a differenza di quanto accaduto nel finale di Torino contro il Bologna) è sanzionabile considerata la posizione dell'arto, più largo rispetto al corpo. "Siamo molto soddisfatti di lui, gioca con molta continuità e ricordiamo che ha 20 anni – ha ammesso il diesse Paratici prima del match -. È stato eletto miglior difensore della Champions non a caso". Peccato, però, che da quando è in Italia non sia altrettanto fortunato…

Il caso de Ligt: perché col Bologna non era rigore e col Lecce sì

Il tocco (ancora di braccio) avvenuto nel recupero di Juventus-Bologna fu uno degli episodi da moviola (oltre alla spinta di Pjanic su Danilo) più discussi della gara. Tutto è nato a causa di un intervento maldestro di Matthijs de Ligt che, nel tentativo di deviare il pallone, scivola e la palla gli rimbalza sul braccio posteriore dopo essere carambolata sul piede. I replay (e le immagini al Var) evidenziarono in maniera netta il tocco di piede dell'olandese salvato (come da regolamento) per quel dettaglio.

  • Cosa dice il regolamento e perché de Ligt è stato graziato. Di solito – si legge nella nota relativa alla concessione dei calci di rigore – non è un’infrazione se il pallone tocca le mani/braccia del calciatore: se proviene direttamente dalla testa o dal corpo (compresi i piedi) del calciatore stesso; se proviene direttamente dalla testa o dal corpo (compresi i piedi) di un altro calciatore che è vicino; se mani/braccia sono vicine al corpo e non si trovano in una posizione innaturale tale da aumentare lo spazio occupato dal corpo; quando un calciatore cade a terra e mani/braccia sono tra corpo e terreno per sostenere il corpo, ma non estese lateralmente o verticalmente lontane dal corpo.