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Quanto costerebbe alla Juve il fallimento in Champions: un salasso (e può andare ancora peggio)

Tra un cammino compromesso in Champions e un quarto posto distante in Serie A, ballano 65 milioni di euro. E il salvagente dell’Europa League non è così sicuro.
A cura di Benedetto Giardina
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La Juventus sta vedendo scivolar via anche il male minore. Il pareggio tra Paris Saint-Germain e Benfica è una condanna quasi aritmetica all'eliminazione dalla Champions League, già dalla fase a gironi. Un disastro di proporzioni enormi per il club bianconero, dal punto di vista sportivo ed economico, oltre che l'ennesima mazzata a livello di reputazione, che dal caso Superlega in poi è progressivamente crollata.

La conferma di Allegri da parte di Agnelli è sintomatica delle difficoltà della Juve nel metabolizzare il suo esonero, che sarebbe un altro salasso sui conti societari, ma lo spettro che si aggira per Torino rischia di essere ancor più inquietante, alla luce di una campagna europea sull'orlo del fallimento e di un campionato che vede il quarto posto già a sette punti di distacco. La prospettiva di un addio all'Europa in questa stagione e di una mancata qualificazione in Champions nella prossima, manderebbe in fumo almeno 65 milioni di euro.

Quanto perderebbe la Juventus uscendo dalla Champions

Intanto, partiamo da quest'anno. Per accedere agli ottavi di finale, alla Juventus – a questa Juventus – servirebbe un miracolo. Due vittorie, contro il Benfica a Lisbona e contro il Paris Saint-Germain, ma almeno una delle due dovrebbe essere fermata dal Maccabi Haifa. Quantomeno sul pareggio, per poi fare i conti con gli scontri diretti e la differenza reti. Ma da quello che si vede in campo, ha maggiori probabilità di realizzarsi un pari per gli israeliani contro una delle capolista del girone, che non un doppio successo degli uomini di Allegri contro portoghesi e francesi.

Qualora dovesse accadere, però, il miracolo si concretizzerebbe in un assegno da 9,6 milioni di euro, previsto per le squadre che passano la fase a gironi e si qualificano agli ottavi di finale. Le due vittorie, necessarie per questo risultato, varrebbero inoltre ulteriori 5,6 milioni di euro di premio partita. Sono in tutto 15,2 milioni: con quei soldi, la Juventus paga un anno di stipendio ad Allegri.

L'amarezza dei calciatori della Juve dopo il Maccabi
L'amarezza dei calciatori della Juve dopo il Maccabi

Se la prospettiva di un passaggio agli ottavi è un miracolo, quella di un'eliminazione totale dall'Europa è un rischio da tenere in considerazione. Perché allo stato attuale, il Maccabi Haifa, resta ultimo in classifica per una mera questione di differenza reti generale. Negli scontri diretti, gli israeliani e i bianconeri sono pari (3-1 a Torino, 2-0 ad Haifa). Nel conteggio dei gol nelle altre partite, invece, la squadra di Allegri si trova avvantaggiata: 5 fatti e 7 subiti, per una differenza pari a -2, contro i 4 fatti e 8 subiti del Maccabi, che si trova dunque a -4. Se da un lato c'è il miraggio di una speranza contro PSG e Benfica, dall'altro c'è la realtà: quella per cui la Juventus dovrà cercare di subire il meno possibile contro queste due squadre, altrimenti potrebbe persino chiudere ultima nel girone e mancare anche il salvagente dell'Europa League. Che non garantirà chissà quali incassi, ma almeno darebbe delle "briciole" che vanno dal botteghino fino ai premi Uefa.

L'Europa League è un salvagente per la Juve?

Il piano B di una retrocessione in Europa League potrebbe persino rivelarsi una garanzia dal punto di vista economico, ma solo se si arriva in fondo alla competizione: 1,8 milioni per l'accesso ai quarti di finale, 2,8 milioni per le semifinali, 4,6 milioni per la finale e ulteriori 4 milioni per la vittoria del torneo, per un totale di 13,2 milioni di euro a cui aggiungere la quota fissa legata al coefficiente (la Juventus è quarta nel ranking decennale, questo le garantisce oltre 30 milioni di euro a prescindere) e la fetta di market pool che, nell'Europa di Serie B, risulterebbe inevitabilmente inferiore rispetto a quella prevista in Champions. Questo, inoltre, tenendo aperto l'Allianz Stadium per altre tre partite casalinghe.

Vincere l'Europa League non varrebbe quanto l'accesso agli ottavi di Champions, ma quantomeno metterebbe una pezza ad un fallimento sportivo che ormai la Juventus sta toccando con mano. Solo che la "qualificazione" in Europa League, i bianconeri, devono ancora sudarsela sul campo, cercando di limitare i danni nelle prossime due partite.

Quarto posto o esonero di Allegri, i dilemmi della Juventus

Resterebbe poi il campionato, dove la Juventus sta faticando tanto quanto visto in Europa. Mancare l'obiettivo del quarto posto, ovvero l'accesso alla prossima edizione della Champions League, rappresenterebbe il vero fallimento dell'Allegri bis sulla panchina bianconera. Se oggi la posta in palio si aggira sui 15 milioni base dei premi previsti dalla Uefa, il futuro mette sul piatto più di 50 milioni garantiti tra market pool, ranking e premio di partecipazione, a cui aggiungere tutto il contorno di premi legati ai risultati, passaggi del turno e ricavi dalla biglietteria. Negli ultimi anni, a fronte di varie eliminazioni premature dalla Champions – ma sempre dopo aver superato la fase a gironi – la Juventus ha messo in cassa almeno 80 milioni a stagione. Dovesse finire in Europa League, potrebbe ottenerne una trentina, nella migliore delle ipotesi, arrivando a vincere il trofeo. Ma il campionato è lungo e il rischio di non rientrare nemmeno tra le prime sette, finendo pure fuori dalla Conference League, non può essere escluso a priori.

Allegri durante Maccabi-Juventus
Allegri durante Maccabi-Juventus

Allo stesso tempo, non può e non va affatto esclusa la possibilità che la Juventus riesca a risalire la china. Se non in Champions League, dove il cammino è ormai compromesso quasi del tutto, almeno in Serie A, per tentare di agganciare quel quarto posto che già adesso appare distante. Sette punti non sono pochi, ma nemmeno un'enormità, se si dovesse trovare la svolta. Quella svolta che potrebbe passare da un'altra mazzata economica, ovvero: un contratto da 7 milioni annui, pari a poco meno di 13 milioni lordi a stagione, più bonus legati ai risultati. Al club bianconero ne restano da pagare circa 26 (per le prossime due annate) più il resto previsto per la conclusione di questo campionato. Poco meno di 35 milioni, a spanne, per cercare di raddrizzare una stagione che sta già vedendo svanire un assegno da 15 milioni. E che se non cambia rotta in fretta, potrebbe perderne altri 50.

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