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Agnelli furioso dopo Maccabi-Juve: “Provo vergogna”. Ma l’annuncio su Allegri spiazza tutti

Dopo la brutta sconfitta contro il Maccabi in Champions, il presidente della Juventus Andrea Agnelli ha parlato del futuro dell’allenatore, pronunciando parole molto decise sulla squadra.
A cura di Marco Beltrami
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Impossibile non metterci la faccia nella notte più buia della stagione. Il presidente della Juventus Andrea Agnelli dopo la pesante sconfitta della sua squadra in casa del Maccabi, che rischia decisamente di comprometterne il cammino in Champions, ha deciso di presentarsi ai microfoni di Sky. Il numero uno della società bianconera ha ammesso di provare vergogna per una compagine che sta deludendo le aspettative dal punto di vista del rendimento in campionato e in Europa. Nonostante tutto però Agnelli ha le idee chiare, sul come ripartire anche a livello di guida tecnica, con il futuro di Allegri che inevitabilmente è diventato un tema caldissimo in queste ore.

Non ha nascosto quasi il fastidio il presidente della Vecchia Signora per quanto fatto dalla squadra questa sera in terra israeliana. Un flop che non è il primo in stagione e che ha indignato Agnelli: "Serata difficile, periodo difficile che va analizzato nel suo contesto. È il momento dell’assunzione delle responsabilità e sono qua per questo. Provo vergogna oggi per quello che sta succedendo, sono decisamente arrabbiato e consapevole che il calcio è uno sport di squadra, si gioca in undici e si perde in undici. Da questo principio dobbiamo ripartire".

Inevitabile però non parlare di Allegri, e del suo futuro. Il tecnico sembra essere in crisi e non riesce a risollevare le sorti di una squadra che non ha mai fatto vedere il suo reale potenziale. Per Agnelli la posizione di Max non è in discussione: "In una situazione come questa, non è una questione di una persona sola, di un uomo, non è un giocatore, un dottore, un fisioterapista, non è un preparatore. Questa è una questione di gruppo e da questo dobbiamo ripartire sapendo che abbiamo 9 partite in 30 giorni, sappiamo che dobbiamo posizionarci bene e sapere che abbiamo una seconda parte che ci deve vedere protagonisti". 

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Ma quali sono dunque i problemi della Juventus? Agnelli fa il punto della situazione, considerando come i limiti siano generali, ma risolvibili tutti insieme: "È un problema del gruppo perché parliamo di atteggiamento generale, parliamo di tante partite. Con squadre più abbordabili, è un problema generale: mentale, fisico, psicologico. E da questo dobbiamo cercare di raggrupparci, sapendo che c'è da provare vergogna e chiedere scusa ai tifosi che in questo momento fanno fatica a camminare per strada. Ci vuole profonda riflessione perché le qualità le abbiamo tutte".

Di fronte alla domanda diretta poi sulla valutazione di Max Allegri, Agnelli ha dimostrato di non avere dubbi. Le valutazioni su Max saranno rimandate a fine anno: "Allegri? Siete fuori linea, stiamo parlando di gruppo, perché non ci sono responsabilità individuali o colpa dell'allenatore se non riusciamo a vincere un tackle. Da questo punto di vista le verifiche la Juventus le ha sempre fatte a fine anno. Se volete dare un limite temporale, allora che sia a fine anno. Faccio fatica a pensare ad un cambio in corsa alla Juventus: Allegri è l'allenatore della Juventus e qui rimarrà. Abbiamo circa 50 persone dello staff, 25 giocatori, dirigenti, un gruppo di 80-90 persone che deve avere la capacità di raggrupparsi, di ritrovare la propria identità e mettere in campo la qualità individuali e collettive che questa rosa ha".

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