Due squadre che si guardano negli occhi e si trovano immediatamente d'accordo su una trattativa di mercato, sul piano tecnico ed economico, perché così opportuna da accontentare tutte le parti in causa. Succede raramente nel calciomercato. Ma succede. Ed è successo a Juventus e Barcellona quando hanno iniziato a pensare ad un possibile scambio tra Miralem Pjanic e Arthur. Operazione in via di definizione, secondo dettagli ormai consolidati da diversi giorni: Pjanic al Barcellona per 70 milioni, Arthur alla Juventus per 80 milioni. In queste ore si sta lavorando insistentemente per convincere il brasiliano – il meno entusiasta dei soggetti coinvolti – ad accettare la Juve. Ma ormai anche lui, in seguito all'opera di persuasione del Barça stesso, sta abbandonando le ultime riserve.

C'è fretta di chiudere l'operazione entro il 30 giugno, perché i presupposti principali dell'intero affare sono legati a ragioni di bilancio: Juventus e Barcellona hanno trovato il modo di registrare due notevoli plusvalenze, ossigeno per bilanci appesantiti da costi esorbitanti e dagli effetti della pandemia. Sia Pjanic che Arthur finiranno per fruttare quasi 60 milioni di plusvalenza agli attuali club, risultato economico tutt'altro che agevole da ottenere di questi tempi.

In più, c'è l'aspetto tecnico a rendere idilliaco il quadro. Pjanic ha deluso sotto la gestione di Maurizio Sarri, nonostante nelle premesse lo stile di gioco fosse adatto alle sua caratteristiche; Arthur ha fatto bene nel Barça, ma non abbastanza da diventare intoccabile. L'occasione di poterlo scambiare, con notevole plusvalenza a favore, è stata così accolta con favore in terra catalana. Sul piano tecnico, la Juventus avrà una pedina diversa da inserire nel proprio scacchiere, mezzala di sostanza, qualità e quantità da poter affiancare a Bentancur, in proiezione il regista designato. L'erede al trono di quel Pjanic che non ha saputo meritarsi lo scettro.