Pirlo svela l’uomo che è mancato al suo progetto di Juve: “Non è stato possibile prenderlo”

Non è una vigilia come le altre per Andrea Pirlo, quella che precede il match che la sua Juventus giocherà contro il Sassuolo: le voci sul benservito che lo attende sono diventate quasi certezze nelle ultime ore, dopo la disfatta contro il Milan ma anche dopo il litigio tra Paratici e Nedved intorno al suo nome. Terra bruciata è la frase che rende al meglio cosa c'è intorno al bresciano in questo momento alla Continassa.
La Champions League è improvvisamente diventata una montagna molto alta da scalare, ma c'è comunque da salvare il salvabile: ovvero in primis la dignità del proprio lavoro. Pirlo sa che dovrà ricostruirsi come allenatore credibile, intanto qualche messaggio lo manda nella chiacchierata con i giornalisti. Non alibi, ma spiegare che tutto quello che poteva andare male lo ha fatto, non solo per colpa sua: "Mi sono adattato a infortuni e Covid, non ho mai messo la stessa formazione perché non ho mai avuto la stessa formazione".
E poi anche le difficoltà di mercato ci hanno messo lo zampino. Pirlo svela cosa aveva chiesto a gennaio ai propri dirigenti per aggiungere il pezzo mancante alla rosa, lo spunto gli arriva da una domanda sulla unità o meno di vedute in sede di decisioni: "C'è sempre stata sintonia sia in estate che a gennaio. Avevamo pensato di prendere un attaccante a gennaio, perché eravamo un po' corti con l'infortunio di Dybala, ma non si è presentata l'occasione giusta".
Chissà, forse le cose sarebbero andate diversamente se la Juve fosse riuscito ad accontentare il proprio tecnico, dando un'alternativa in avanti alla coppia formata da Ronaldo e Morata. Fatto sta che a tre giornate dalla fine del campionato, il club bianconero si trova ad un passo dal fallimento totale.