Orgoglio. Responsabilità. Voglia di lottare e lasciarsi alle spalle la paura. Stefano Pioli ripete queste parole in conferenza stampa a mo' di monito per tutti, nessuno escluso. In questo Milan così male in arnese (chi l'avrebbe mai detto che dopo dieci giornate sarebbe stato a 3 punti dalla retrocessione?) non c'è più tempo per nulla: né per i rimpianti, né per la rabbia, né per la nostalgia del blasone e dei tempi d'oro.

È il momento d'indossare l'elmetto e scendere in trincea, lottare centimetro dopo centimetro. È il momento degli occhi della tigre e non da gattino bagnato. È il momento di rialzarsi e rimettersi in cammino senza guardare troppo più in là dell'avversario in calendario: giovedì sera c'è la Spal (uno scontro diretto per non affondare) poi domenica arriva la Lazio a San Siro. È il momento di tornare a far punti perché, diavolo, una squadra come il Milan non può stare là sotto nemmeno fosse una provinciale allo sbaraglio.

Bisogna essere realisti il nostro non è un buon momento ma abbiamo l'occasione per migliorare la classifica e dimostrare di essere migliori di quanto fatto domenica scorsa  – ha ammesso Pioli in conferenza stampa -. Adesso voglio gente orgogliosa e molto arrabbiata, giocatori che non si risparmino per 95 minuti per ottenere la vittoria. Da domani dobbiamo ricominciare a vincere… dobbiamo essere la migliore squadra dal punto di vista dello spirito.

Ognuno deve metterci qualcosa in più, dice Pioli. Come si esce da questa situazione? Da squadra, insieme. Perché si vince e si perde insieme. E non è colpa (solo) di Piatek che non segna oppure di Suro che non gira secondo le attese. Qualcosa, però, in squadra cambierà.

È sbagliato riportare le difficoltà del Milan su un singolo giocatore, i nostri problemi non dipendono da Suso – ha aggiunto Pioli -. Bonaventura sarà tra i convocati, a parte Caldara e Rodriguez sono tutti sono disponibili. Farò qualche variazione rispetto a Roma, soprattutto per avere una squadra intensa dal punto di vista fisico e mentale.