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Perché lo stesso rigore di Rrahmani su Mkhitaryan non è stato concesso in altre partite di campionato

La casistica e l’interpretazione dello step on foot è il cerino che resta in mano al fischietto di turno, in bilico tra l’applicazione fiscale del regolamento e la valutazione soggettiva (anche del VAR) sull’entità di un contatto non codificato dalle norme.
A cura di Maurizio De Santis
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I casi di step on foot di Inter–Napoli e Lazio–Juve interpretati diversamente dagli arbitri e dal VAR.
I casi di step on foot di Inter–Napoli e Lazio–Juve interpretati diversamente dagli arbitri e dal VAR.

Il calcio di rigore assegnato all'Inter contro il Napoli per lo step on foot di Rrahmani su Mkhitaryan ha alimentato polemiche proprio perché, secondo le prescrizioni dell'IFAB, questo tipo di contatto (che non è specificamente codificato nelle norme) può essere punito se reputato "careless" (negligente) per dinamica, intensità,e il contesto in cui si verifica la contesa della palla. E se avviene in area può portare anche all'assegnazione di un penalty. Può e non deve, è tra le pieghe di questa sfumatura che la stima dell'episodio varia da arbitro a arbitro e da gara a gara col rischio di generare scelte incoerenti. La casistica e l'interpretazione del "pestone" è il cerino che resta in mano al fischietto di turno, in bilico tra l'applicazione fiscale del regolamento e la valutazione soggettiva sull'entità di un contatto che non è indicato nelle norme e nella pratica delle decisioni di campo dipende da soggettività arbitrale (quanto a personalità e alla capacità di gestire la pressione che grava su match gravati da notevole pressione mediatica) e VAR selettivo (interviene solo per errori "chiari ed evidenti").

Ecco perché il paragone tra l'episodio accaduto a San Siro e altri situazioni simili (Fullkrug in MilanGenoa; GilaConceiçao in LazioJuventus; PavlovicThuram e Modric-Bastoni in InterMilan tanto per fare qualche esempio recente) accosta questa gamma di interventi al dibattito sui "falli di mano" (il casus belli più recente è stato in NapoliVerona per il gol annullato a Hojlund): ovvero, un'infrazione chiara solo a livello teorico perché, in assenza di linee guida più rigide e dai confini marcati, è soggetta in campo a deduzioni differenti.

Cosa dice il regolamento sullo step on foot

Anzitutto, va chiarito che nel regolamento ufficiale del gioco del calcio (articolo 12, su "falli e scorrettezze") non esiste l'espressione step on foot ma si tratta di un termine che rientra nel gergo degli arbitri per definire una determinata tipologia di contrasti (nella lotta per la conquista della palla, uno dei due subisce un pestone). Secondo l'IFAB una circostanza del genere è da sanzionare "con un calcio di punizione diretto" (e, se la situazione lo richiede, anche con ammonizione o espulsione) se l'intervento del calciatore è:

  • Negligente. Si verifica quando un giocatore mostra mancanza di attenzione o considerazione quando effettua una sfida o agisce senza precauzioni. Non è necessaria alcuna sanzione disciplinare.
  • Sconsiderato. Un calciatore agisce senza riguardo per il pericolo o le conseguenze per un avversario e deve essere ammonito o, addirittura, espulso qualora l'uso eccessivo della forza metta in pericolo la sicurezza dell'altro giocatore.

"Calpestare un piede", quindi, non determina sempre la concessione di un calcio di rigore ma è legato anche ad altri fattori (impedire all'avversario di proseguire l'azione o se il pestone è inevitabile considerata la dinamica del gioco che prescinde dalla volontarietà del singolo) che sono lasciati alla valutazione dell'arbitro. Lo stesso designatore, Gianluca Rocchi, ha più volte ribadito che "non tutti gli step on foot sono da rigore" ma solo se il contatto è netto e influisce direttamente sullo sviluppo dell'azione. E al riguardo l'ipotesi di intervento del VAR è vincolata al "chiaro ed evidente errore": motivo per il quale Doveri, che inizialmente non aveva sanzionato col penalty il contatto tra Rrahmani e Mkhitaryan, ha cambiato la decisione dopo la on-field-review mandando su tutte le furie Antonio Conte.

Il vulnus è proprio questo, l'interpretazione soggettiva dell'arbitro sulla punibilità o meno di contatti di questo tipo, con decisioni che variano a seconda della sensibilità del direttore di gara.

Perché è stato dato rigore sul contatto Rrahmani-Mkhitaryan: il confronto con episodi precedenti

Sul pallone giocato da da Mkhitaryan il difensore del Napoli, Rrahmani, arriva in ritardo, non tocca mai il pallone, colpisce l'avversario sul piede d'appoggio impedendogli di partecipare alla prosecuzione dell'azione. Ecco perché è stato giusto assegnare il rigore all'Inter e l'intervento del VAR è stato legittimato da una dinamica oggettiva valutata male o non vista dall'arbitro: in buona sostanza, non era in discussione l'intensità del contatto (che è netto e influenza lo sviluppo del gioco) ma l'errore chiaro ed evidente del direttore di gara.

Se nello specifico non sembrano esserci dubbi, in altri episodi precedenti dirimere controversie non è stato così agevole. È il caso di Ostigard che calpesta il piede di Fullkrug in Milan-Genoa: perché non è stato dato rigore ai rossoneri? E qui si entra nella zona grigia, nella terra di mezzo tra regolamento e deduzione del fischietto che ha ritenuto quel "calpestamento" un contatto di gioco, non abbastanza intenso né determinante per la dinamica dell'azione.

Il "pestone" di Ostigard a Fullkrug non reputato da calcio di rigore.
Il "pestone" di Ostigard a Fullkrug non reputato da calcio di rigore.

E che dire dei contatti nel derby tra Inter e Milan? Lo step on foot di Pavlovic su Thuram venne giudicato punibile e assegnata la massima punizione per i nerazzurri, quello di Modric su Bastoni invece non fu sanzionato dal direttore di gara. Il motivo? Nel primo caso c'era stata imprudenza da parte del difensore (non rilevato dall'arbitro, intervenne il VAR) mentre nel secondo l'intervento di Modric (che si gira al momento del tiro di Bastoni e gli calpesta il piede) è stato reputato casuale sia dal direttore di gara sia dai colleghi in cabinadi regia.

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Altra situazione che ha generato polemiche fortissime, il contatto tra Gila e Conceiçao in Lazio-Juventus. Check durato pochissimo (cinque secondi) e rigore negato ai bianconeri, nonostante l'entrata imprudente del laziale che non tocca mai il pallone e schiaccia il piede destro del portoghese: è l'esempio più lampante di questa iniquità di giudizio nonostante le immagini rendano l'episodio sovrapponibile al caso Rrahmani-Mkhitaryan. Eppure non è stato assegnato penalty e il VAR è rimasto silente anziché intervenire come da protocollo.

A parità di dinamica sono prese decisioni contrastanti e incoerenti. Perché? Una regola teoricamente chiara è inficiata da interpretazioni soggettive che porta a un'applicazione disuguale finendo nella stessa "palude" dei falli di mano.

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