Perché il Real Madrid sfida il Manchester City con il tetto del Bernabeu chiuso: cosa cambia

I blancos hanno chiesto (e ottenuto) dalla Uefa di serrare l’impianto in occasione dell’andata dei quarti di finale. La nuova struttura dell’impianto lo permette, l’effetto è impressionante.
A cura di Maurizio De Santis
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Una bolgia infernale di tifo per impressionare e stordire il Manchester City. È tutto qui il senso della richiesta fatta dal Real Madrid (approvata dalla Uefa, come anticipato dai media iberici) per giocare col tetto del Santiago Bernabeu chiuso l'andata dei quarti di finale di Champions. Non è la prima volta che accade in questa edizione della Coppa, è successo anche in occasione della sfida con il Lipsia negli ottavi (e in campionato in concomitanza del big match con l'Atletico).

L'intento è identico: sfruttare l'acustica che deriva dalla copertura (l'intera manovra dura circa un quarto d'ora) per trasformare lo storico impianto dei blancos (completamente rinnovato) in un catino ribollente di passione, fragoroso abbastanza da mettere pressione alla formazione di Pep Guardiola che negli ultimi anni è stata rivale numero nei confronti diretti che hanno fatto da trampolino di lancio verso la finale.

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Quella del solaio che interna l'intera struttura alimentando un particolare effetto sonoro non è l'unica particolarità tecnologica che la contraddistingue: il campo retrattile, che può scomparire e finire in una galleria sotterranea così da essere conservato e curato nel migliore dei modi, fa il paio anche con un maxischermo a 360° che copre l'intero perimetro dello stadio. Ce n'è anche un altro all'esterno, rivolto verso Paseo de la Catellana, e che in alcune occasioni mostra in tempo reale cosa sta accadendo all'interno.

Folklore e strategia: in gare di questo livello, dove ogni dettaglio può fare la differenza e spostare equilibri, ci si aggrappa a tutto oltre al dato tecnico e alla preparazione tattica, emotiva della sfida. La posta in palio è alta: non c'è solo il passaggio del turno ma anche la voglia di consumare la vendetta dopo la cocente delusione per l'eliminazione subita nella scorsa stagione (il City avrebbe poi vinto il titolo battendo l'Inter a Istanbul).

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Se le motivazioni folkloristiche sono note, resta una domanda sul tavolo: il Real Madrid può fare una cosa del genere anche se le previsioni meteo non suggeriscono la copertura totale della struttura? Sì, se la Federazione è d'accordo e – come nel caso specifico – dà l'autorizzazione: è la Uefa che, in eventi di questo tipo, gestisce la quasi totalità degli aspetti organizzativi e logistici. E tra le regole da seguire che stabilisce c'è anche questa: il sì alla chiusura del tetto.

La disposizione, però, è chiara: la disputa dell'incontro deve terminare nelle stesse condizioni in cui è iniziato, a meno che eccezionali condizioni meteo non costringano a prendere una decisione differente.

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