Perché il Como non compra giocatori italiani: “Sono costosi e non possiamo pagarli in modo dilazionato”

La storica qualificazione europea del Como cambia ufficialmente la prospettiva del club lariano. Dopo settimane di prudenza, il presidente Mirwan Suwarso ha riconosciuto apertamente il traguardo raggiunto, affrontando in un’intervista a La Gazzetta dello Sport i principali temi legati al futuro della società, soffermandosi sul mercato e la sostenibilità economica della società.
Parlando dell’Europa conquistata, Suwarso ha ammesso: “Sì, finalmente ne possiamo parlare”, spiegando come all’interno del club il tema fosse stato trattato con cautela fino a poche settimane fa. Il numero uno del club lombardo ha fatto una riflessione sul mercato italiano e sulle difficoltà nell’acquistare giocatori affermati della Serie A: “Siamo sempre alla ricerca di italiani. La prima stagione in A ne abbiamo comprati quattro. Il problema è che sono molto costosi e non possiamo pagarli in modo dilazionato".

Suwarso ha poi confermato di apprezzare diversi profili del nostro campionato: “Certo che me ne piacciono tanti, Orsolini, Bastoni, Dimarco… ma non ce li possiamo permettere. Anche Venturino è forte, Cambiaghi, Pellegrini della Lazio”.
Suwarso ha poi risposto a chi attribuisce i risultati esclusivamente alla forza economica della proprietà Hartono: "Non ci interessa cosa dice la gente. È chiaro che le risorse aiutano, ma il calcio è pieno di esempi dove questa equazione non è arrivata fino in fondo". E ha aggiunto: "Il focus non è vedere come si spendono i soldi ma rendere un club profittevole e sostenibile. E l’obiettivo è quello di farlo nei prossimi due o tre anni".
Come il Como si è mosso nelle ultime sessioni di mercato
Il mercato del Como nelle ultime tre stagioni è stato un caso studio unico nel panorama calcistico italiano. Sostenuto dalla proprietà più ricca del calcio italiano (i fratelli Hartono), il club ha operato una metamorfosi profonda, passando da una solida base "local" a una corazzata internazionale.

Durante la stagione della promozione, la società ha gettato le basi del proprio successo affidandosi a una spina dorsale italiana di assoluta affidabilità. L'arrivo di giocatori come Federico Barba ed Edoardo Goldaniga ha garantito una solidità difensiva tipicamente italiana, fondamentale per uscire indenni dalle trappole della Serie B, mentre la leadership di Patrick Cutrone e Simone Verdi hanno trascinato il gruppo verso il traguardo storico. Quello è stato l'anno in cui il Como ha dimostrato di voler vincere conoscendo a fondo il territorio, valorizzando l'identità locale e puntando su elementi che sentissero la responsabilità della maglia e del progetto lariano.
Con il ritorno in Serie A nella stagione 2024/2025, il club ha alzato l'asticella portando in riva al lago nomi dal richiamo globale come Sergi Roberto, Nico Paz, Perrone, Valle, Douvikas e Caqueret tra l'estate e gennaio. L'investimento sugli italiani si è soffermato su Alberto Dossena, Andrea Belotti, Luca Mazzitelli e Emil Audero (poi partito a gennaio in prestito); provando a mixare uno zoccolo di italiani e talenti stranieri e permettendo alla squadra di adattarsi rapidamente ai ritmi e alle malizie tattiche della categoria.

Proseguendo nella stagione 2025/2026, il Como ha raggiunto la sua piena maturità strategica e ha centrato una storica europea ma nella casella di acquisti italiani per la prima squadra è rimasta vacante: gli arrivi di Baturina, Jesús Rodríguez, Ramon, Addai, Kühn, Morata e Diego Carlos hanno permesso un ulteriore passo in avanti nel percorso di crescita.
Bisogna sottolineare, però, il lavoro che il Como sta facendo nelle giovanili inserendo tanti ragazzi italiani di grande prospettiva: dal centrocampista 2006 Fabio Rispoli all'attaccante 2005 Federico Chinetti, passando per Francesco Andrealli (classe 2007) e il fantasista 2007 Cristian Mazzara; questi sono solo alcuni nomi sui quali il club lariano punta per il prossimo futuro. Questo tipo di idea punta creare a un’Academy importante che possa essere un motore per la prima squadra senza bruciare gli step.
Una faccia della medaglia e l'altra. Senza tralasciare nulla e avere una prospettiva su tutto. Se è vero che il Como ha puntato su calciatori che arrivavano da fuori nelle ultime tre sessioni di mercato, la tendenza si inverte nel settore giovanile. Da questa analisi si può dedurre come il Como stia puntando su un connubio di giovani stranieri e innesti locali per il scrivere il futuro del club e trasformando questa idea in un vero e proprio modello di gestione.