Paolo Maldini e i suoi staff, dal Milan alla Nazionale: l’amicizia come criterio di scelta e coerenza

Paolo Maldini, nella sua breve ma intensa carriera da dirigente che lo ha visto fin qui principalmente al Milan tra il 2018 e il 2023, e ora come direttore tecnico della FIGC, ha spesso cercato di circondarsi di ex compagni, amici e conoscenze di lunga data del mondo del calcio. Un approccio che riflette la sua visione di continuità, fiducia e identità d'appartenenza ma che gli ha creato anche non poche frizioni con la proprietà, soprattutto rossonera. Ora, in chiave Federale l'ex stella sta riconfermando la sua veduta globale, unendo la propria avventura con Leonardo al suo fianco e chiamando nel delicatissimo ruolo di Commissario Tecnico, un altro suo sodale di lunghissima data: Andrea Pirlo.
Ovviamente il pensiero e l'analisi iniziano dal fondo, dall'attualità: la chiamata in Azzurro prima di Leonardo, che ricoprirà il ruolo di advisor del Direttore Tecnico, una sorta di consigliere di estrema fiducia di Paolo Maldini, poi la strada che porta al ruolo di Commissario Tecnico, di Andrea Pirlo, altra figura storicamente legata all'ex difensore che già in passato aveva dimostrato estrema stima e considerazione per il "Professore".
Il legame più forte di tutti: l'amicizia e la stima con Andrea Pirlo
Uno dei rapporti più significativi è proprio quello che lega Paolo Maldini ad Andrea Pirlo, suo ex compagno di squadra al Milan tra il 2001 e il 2009. I due condividono una stima profonda, fatta non solo di successi sul campo ma anche e soprattutto incentrata su valori umani e unità d'intenti che, come ha ricordato in tempi non sospetti l'attuale DT azzurro, "crea da sempre una connessione oltre le parole". Nel 2023, quando era ancora al Milan, Maldini aveva individuato essenzialmente in Pirlo il successore ideale di Stefano Pioli tanto che tra i due erano subito scattati contatti concreti, scelta che però non arrivò a buon fine per le frizioni insanabili dello stesso Maldini con la proprietà di Gerry Cardinale che portò al clamoroso e rumoroso divorzio. Anche Pirlo confermò in seguito tutto, i contatti con l'amico Paolo, la condivisione della visione e la disponibilità assoluta al progetto.

A distanza di tre anni, con Maldini neo Direttore Tecnico della FIGC, il legame si è rinnovato ed è stato rilanciato in modo esponenziale. Assolutamente vere le parole in conferenza stampa per avere sondato i "migliori", da Ancelotti a Guardiola, ma ancor più vera l'intenzione chiara di aver virato non a caso su Andrea Pirlo, oramai unico candidato forte alla panchina azzurra.
La collaborazione di Maldini con Leonardo, dal Milan alla Nazionale
Un altro pilastro dei rapporti che Paolo Maldini ha saputo tessere e coltivare nel tempo è anche il legame con Leonardo, brasiliano ex compagno di squadra e dirigente. I due hanno lavorato già insieme al Milan: tra il 2018 e il 2019, quando Leonardo era direttore sportivo e Maldini rientrava nel club con il ruolo di Sporting Strategy and Development Director, per poi diventarne Technical Director. Anche in questo caso, a distanza di 8 anni, Leonardo è stato immediatamente contattato da Maldini all'indomani del suo sì al Presidente Malagò.

Uno dei punti di partenza del nuovo staff azzurro è stato che il neo ruolo di Direttore Tecnico FIGC, figura mai esistente in Federazione avvenisse di pari passo con l'istituzione di una nomina inedita: un advisor diretto per lo stesso Maldini alla Nazionale: Leonardo. Un ruolo di fiducia totale, da braccio destro per una coppia dirigenziale collaudata, che Malagò ha scelto per rilanciare il calcio azzurro dopo le recenti delusioni.
Angelo Carbone e il Settore Giovanile: le nuove voci in chiave Federale
Tra i tanti ex compagni di squadra degli anni ’90 di Maldini spicca anche la figura di Angelo Carbone, in rossonero insieme dal 1990 al 1994. Nel 2019 Carbone è stato nominato responsabile del Settore Giovanile rossonero, un incarico che ha mantenuto fino al 2023. Fu lui in assoluto la prima scelta condivisa proprio dalla coppia Maldini-Leonardo, per il rapporto di amicizia e la conoscenza dell’ambiente. E non è un caso se, oggi, tra le prime indiscrezioni, ancora una volta il nome di Carbone è riapparso anche per ruoli nel settore giovanile della Nazionale.

Le altre figure professionali vicine a Maldini; da Boban a Massara
Sempre ai tempi della sua permanenza al Milan, Maldini ha lavorato a stretto contatto con Zvonimir Boban, altro ex compagno, che occupava già un ruolo dirigenziale di alto livello quando Paolo rientrò nel club e il tandem Maldini-Boban fu centrale nella prima fase di rilancio del progetto. Maldini spinse per inserire anche Alessandro Costacurta in ruoli di supporto come team manager, anche se poi "Billy" non entrò mai effettivamente nello staff. Ma Maldini è stato in grado anche di costruire altri rapporti professionali di comprovata efficienza e qualità. Uno su tutti, il legame creato con Frederic Massara, con cui formò una coppia efficace al Milan, contribuendo in prima persona al ritorno in Champions League e allo Scudetto del 2022.
I pro e i contro della "filosofia" Maldini: dalle frizioni al Milan alla Nazionale
La carriera dirigenziale di Maldini è stata caratterizzata dalla costante ricerca di rapporti di fiducia totali che lo ha portato anche a profonde tensioni, spaccature e rinunce. Si oppose fermamente al primo progetto di portare al Milan Ralf Rangnick nel 2019, preferendo una linea più identitaria, insieme a Boban. Tutto ciò portò a frizioni interne che, con l'arrivo di RedBird, contribuirono al suo addio polemico nel 2023. Dopo l’uscita dal Milan, Maldini ha ricevuto varie proposte importanti, l'ultima ufficiale dal Fenerbahce, per poi declinarle tutte, mantenendo una linea di privilegio per contesti in cui potesse lavorare con persone fidate. E ora, alla Nazionale ha subito ricreato il naturale "humus" dirigenziale perfetto: il duo con Leonardo e puntando su Pirlo, dandosi l’opportunità di applicare nuovamente questa filosofia sulla massima scala di applicazione possibile: la Nazionale.