Owono parla per la prima volta dopo la morte di de Miguel: “I giorni più difficili della mia vita”

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Jesus Owono, il portiere protagonista dello scontro di gioco con Jesus de Miguel, morto il 3 novembre.
Un comunicato dell’Andorra riporta le prime dichiarazioni del portiere dopo la morte dell’avversario. “Non riesco a pensare ad altro che a Jesus e al dolore che stiamo vivendo”.

Jesus Owono ha rotto il silenzio. L'Andorra ha pubblicato le dichiarazioni, le prime ufficiali dopo la morte di Jesus de Miguel. E non sono frasi da comunicato. Ma quelle di un ragazzo di 24 anni che non riesce a elaborare quello che è successo "Questi sono i giorni più difficili della mia vita. Faccio fatica a trovare le parole ed è davvero dura elaborare quanto accaduto". Quell'istante fatale gli è rimasto scolpito in mente: il trauma da impatto così violento da provocare l'arresto cardio-respiratorio dell'avversario. Alle 8 del mattino del 3 novembre gli hanno riferito la notizia ferale filtrata dal reparto di terapia intensiva dell'ospedale. E adesso deve convivere con questo: un collega è deceduto dopo uno scontro con lui.

"Provo un dolore immenso per la perdita di Jesus. Il mio pensiero va a lui, alla sua famiglia e a tutte le persone che gli volevano bene". Non parla dell'indagine e di cosa rischia a livello penale oltre che sportivo. Non parla della Polizia e della ricostruzione di quei momenti che adesso è materia sul tavolo degli inquirenti. Non parla del protocollo, dell'ambulanza rimasta fuori, del defibrillatore. Non dice niente di tutto questo. Sui social lo hanno già condannato. Ma il giudizio peggiore è quello che si dà da solo.

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Jesus de Miguel riceve i primi soccorsi in campo.

"So che ci saranno molte questioni da affrontare e le affronterò con il massimo rispetto – ha aggiunto- . Ma in questo momento, onestamente, non riesco a pensare ad altro che a Jesus e al dolore che stiamo vivendo".

È la frase che conta. Le questioni ci saranno. E quanto pesano, lo sente già addosso. L'indagine c'è. Ma ora non riesce a pensare ad altro. L'Andorra chiede sensibilità e rispetto. Ha ragione a chiederlo. Perché in questi giorni Owono è diventato per molti è solo l'imputato da mandare al patibolo. Ma non può essere solo questa la prospettiva per inquadrare una vicenda molto più complessa. Owono è il portiere che ha visto un collega morire in campo e che, forse, tornerà a giocare. E dovrà continuare a vivere portando sulla coscienza quegli attimi. "Riposa in pace, Jesus". Non c'è altro da aggiungere. Non c'è altro da chiedere.

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