Allegri prima del Porto in Champions: “Siamo in tredici, nel Napoli gioca chi sta in piedi”
Allora. Partiamo da qui, dalla frase che dice Massimiliano Allegri alla vigilia della partita di Champions del Napoli col Porto. "Siamo in tredici e domani gioca chi sta in piedi". Tredici. E non è una battuta. Ha chiuso lì. Non chi sta meglio, chi è in forma o chi è più adatto all'ambiente caldo del Dragao. No. Letteralmente gioca chi riesce a stare sulle proprie gambe. La sua squadra è ridotta così. L'emergenza infortuni l'ha decimata poco alla volta: a Torino sono ‘caduti' anche Di Lorenzo e Olivera. Poi c'è De Bruyne che pure lamenta fastidi. E il tecnico, per rendere bene l'idea a chi da casa non riesce a rendersi conto della situazione, ha raccontato cosa è successo in allenamento. Che fa anche ridere, se non fosse tragica. "Oggi non riuscivamo a fare il torello coprendo il cerchio di centrocampo".
Tredici contati, non per dire. E qui Allegri è stato bravo. Poteva dire: siamo corti e mettere le mani avanti accampando la scusa dell'emergenza infortuni che in azzurro è una costante. Invece ha detto l'opposto. "Non è questione di assenze, le assenze non sono una giustificazione". Detta così, cambia tutto. Perché allora il problema dov'è? Lui lo dice chiaramente e va più in fondo alla questione. "Se prendiamo tutti quei gol negli ultimi trenta minuti vuol dire che non riusciamo a gestire alcuni momenti".

La squadra sta in partita per un po', anche bene, poi si spegne. Si allunga. Prende gol. Gol facili, troppo facili. E non è sfortuna se ti succede sempre allo stesso modo. È che non sai soffrire. Allegri anche qui non si nasconde dietro un dito. "Domani dovrà essere una partita di sofferenza. Ci sarà da soffrire". Tradotto: finora quando avete sofferto, avete preso gol. Domani dovete soffrire e basta. Stare lì. Non mollare. Sulla Champions ha detto una cosa giusta: "Indipendentemente da domani, il destino è nelle nostre mani. Con dieci punti si può andare ai playoff". Come a dire: calma, se domani va male. Il discorso è ancora aperto.
Sul resto? Niente, mercato compreso in previsione di gennaio. Ha chiuso tutto. "Pensare a quello che è successo e quello che sarà serve a poco. Vedremo cosa sarà. L’unica cosa che bisogna fare è andare in campo, giocare bene e la squadra ha fato buone partite in alcuni casi". Emblematico quel che ammette quando gli menzionano De Bruyne (nella foto sopra). "Non è che non voglio dirlo – ha concluso Allegri -, ma farò l’allenamento e manderò in campo chi sta in piedi".