Il Napoli è in crisi, Allegri in conferenza parla di cavalli con Pellegatti: “Fly By Fly non è più mio”
Chi si aspettava un Max Allegri teso e magari anche un po' nervoso alla vigilia del match di Champions League al Maradona contro il Bodo Glimt, che per il Napoli è praticamente senza ritorno dopo aver fatto zero punti nelle prime due giornate del girone, evidentemente non conosce il 59enne livornese che veleggia da sempre sul calcio e sulla vita. Che la squadra azzurra sia in crisi dopo aver perso a Venezia è innegabile, cinque sconfitte nelle prime nove partite stagionali tra campionato e coppa non possono che essere definite un disastro, con gli obiettivi che già sembrano appesi a un filo, e tuttavia Allegri non solo stempera la vigilia difendendo la squadra, ma appena riconosce Carlo Pellegatti in platea lo stuzzica sulla comune passione per i cavalli.
"Ma il buon Carlo Pellegati abbiamo, in quel di Napoli… grande!", esclama l'allenatore azzurro mentre si siede in sala stampa dopo che ha parlato Meret. "Porto un po' di influsso positivo", risponde il 76enne giornalista, notoriamente tifoso sfegatato del Milan, nell'occasione in trasferta a Napoli per partecipare a una trasmissione televisiva locale.

Pellegatti ha giocato l'ex cavallo di Allegri, Fly By Fly: "E ho vinto", "Non sei sfortunato"
"Cavalli?", gli chiede Allegri, facendo ridere tutti i presenti. I due sono accomunati da una grande passione, a dire poco, per le corse negli ippodromi. "Ieri sono andato perché pensavo fosse tuo, Fly By Fly", si sente rispondere fuori campo Pellegatti, che si riferisce alla riunione di galoppo andata in scena domenica pomeriggio a San Siro.
Al che Max conferma che il figlio di Dark Angel e Fighting Spirit (detto così sembra la scena del giudice in ‘Febbre da cavallo', con un maestoso Adolfo Celi che zittisce i presenti con uno stentoreo "Piripicchio è figlio di Uragano e Apocalisse… e basta! O faccio sgombrare l'aula!") non fa più parte della sua scuderia: "No, era mio".
"Però l'ho giocato e ho vinto", conclude fiero della sua perizia Pellegatti, trovando l'approvazione del tecnico toscano: "Eh, non sei sfortunato!". Il siparietto si chiude tra le risate, in un ambiente decisamente rilassato.
Fly By Fly era il netto favorito della corsa a handicap delle 16:45 all'Ippodromo di San Siro, un miglio di classe 3 in pista grande per i cavalli di 3 anni ed oltre, e si è imposto facilmente, con due lunghezze di vantaggio sul secondo classificato, pagando 2,45 volte la posta giocata. Significa che Pellegatti e tutti gli altri scommettitori che hanno puntato 100 euro sulla sua vittoria hanno incassato 145 euro oltre ai propri 100.
In passato Fly By Fly è stato uno dei cavalli di punta acquistati da Allegri per la sua scuderia, correndo con i colori tradizionali della giubba amaranto, in omaggio a Livorno. Successivamente, un paio di anni fa, è stato ceduto da Max, passando nelle mani di un nuovo proprietario, Gulisano Paolo Orazio. Si tratta di uno dei cavalli di maggior successo e che ha regalato grandissime gioie all'ex allenatore di Milan e Juve. La prima grande vittoria è arrivata a 2 anni, nel novembre del 2023: il trionfo all'Ippodromo delle Capannelle di Roma conquistando il Premio De Giovine. Non è stato un successo isolato. Durante la gestione di Allegri, il cavallo ha ottenuto una continuità di risultati eccellente, confermando il fiuto del tecnico per i purosangue da corsa.
Allegri e Pellegatti uniti dalla comune passione viscerale per l'ippica, fin dai tempi del Milan
La passione per l'ippica è una costante nella vita sia di Pellegatti che di Allegri, rappresentando un legame tra i due che va ben oltre il mondo del calcio. L'ex telecronista del Milan nutre una passione viscerale per i purosangue fin da giovane, anche lui non solo da scommettitore, proprio come Max. Negli anni è stato proprietario di diversi cavalli e una figura attiva nel movimento ippico italiano. Ha lavorato infatti anche come opinionista, conduttore ed editore di rubriche e programmi dedicati alle corse ippiche.
Negli anni in cui Max ha allenato per la prima volta il Milan, tra il 2010 e il 2014, il punto d'incontro sulla comune passione equina è diventato abituale, continuando anche nel decennio successivo. Durante le conferenze stampa, Pellegatti era solito alleggerire l'atmosfera ponendo a margine delle domande calcistiche altre aventi a oggetto i rispettivi cavalli o l'andamento delle ultime corse. Per Allegri, che ha fatto della teoria del ‘corto muso' applicata al calcio un suo marchio di fabbrica, era come andare a nozze, rispondendo col sorriso e scambiando opinioni su fantini, linee di sangue e tattiche di corsa. Più volte Pellegatti ha raccontato di come si sentissero privatamente, non per parlare di formazioni o calciomercato, ma per commentare le vittorie dei cavalli della scuderia di Allegri o le gare internazionali.
Azzurri spalle al muro contro il Bodo: "È il momento in cui i calciatori devono dimostrare che possono stare nel Napoli"
Quanto alla partita col Bodo, servirebbe un Napoli in versione Fly By Fly, che "vola via" fin dall'apertura delle gabbie ad Agnano… pardon, al Maradona. "Da questi momenti ci dobbiamo passare, bisogna uscirne e per uscirne lo possiamo fare solo noi – spiega Allegri – Dobbiamo andare a cercarci quel risultato che in questo momento manca. In Champions non l'abbiamo ancora ottenuto e sappiamo che se riuscissimo a vincere domani, magari vedremmo le cose in un altro modo. Bisogna farlo con totale serenità, senza avere l'ansia da prestazione o la fretta. Domani bisogna fare una partita di grande tecnica, di grande voglia, di grande attenzione e sicuramente i tifosi ci dovranno dare una mano. È il momento in cui i calciatori devono alzare la testa e dimostrare che possono stare nel Napoli".