Bremer duro: “C’è chi si nasconde”, la risposta di Spalletti: “C’è dentro fino al collo anche lui”

Immagine
Il post gara amaro di Juventus-Lazio 0-3 è stato animato dalle dichiarazioni del capitano bianconero e dalla risposta dell’allenatore. “C’è chi ha paura davanti ai fischi” aveva detto Bremer. “Nemmeno lui è escluso dalla prestazione”, le parole di Spalletti.

La sconfitta al JStadium contro la Lazio ha lasciato amari colpi di coda in casa juventina. Un 3-0 che non ammette repliche e che ha visto i giocatori uscire tra i fischi assordanti dei propri tifosi e un KO che mette sul banco degli imputati tutti, nessuno escluso. È il pensiero che porta in conferenza stampa Luciano Spalletti e che si scontra con un'altra analisi, del capitano della squadra, Bremer, che analizza la crisi in modo diametralmente opposto: "Non punto il dito", ha tuonato il difensore, "ma c'è chi davanti ai fischi ha paura". Immediata la replica: "Le sconfitte non salvano nessuno, c'è dentro fino al collo anche lui". 

Ciò cui si è assistito nel post gara sono gli ultimi strascichi di una serata difficile per la Juventus che era chiamata a rialzare la testa, provenendo da una serie di soli 4 punti nelle ultime 5 partite in campionato. E che invece, è uscita ridimensionata sia nel gioco sia nelle aspettative di fronte ad una Lazio perfetta, guidata magistralmente da Gattuso che ha confermato ancora una volta la qualità del suo lavoro in campo.

Le parole di Bremer: "C'è chi ha paura e si nasconde"

La "bomba" è stata sganciata dal centrale difensivo e capitano della Juventus, negli studi di Sky di fronte ad una richiesta di Giancarlo Marocchi nel tentativo di capire come sia stato possibile fallire in modo così clamoroso il big-match di giornata, conclusosi con l'apoteosi della Lazio che è ritornata prima in classifica, insieme all'Inter, facendo sprofondare la Juventus inchiodata a 11 punti dopo 7 giornate. "Il mister dà delle indicazioni, ma alla fine andiamo in campo noi" esordisce Bremer, entrando poi a gamba tesa in un concetto che verrà affrontato anche nella conferenza stampa dal tecnico bianconero.

"Siamo undici più cinque e non posso prendere tutti in braccio… Io parlo e do una mano, ma ognuno ha il suo carattere. Io arrivo fino a un certo punto, poi tocca a ognuno. C’è chi ha più carattere e chi ne ha meno, c'è chi quando sente i fischi si nasconde per paura". L'analisi si sposta anche sulla struttura del nuovo corso tecnico bianconero con una rosa composta da tanti giovani rispetto alla Juve delle scorse stagioni, ma la linea non cambia: "Non è un puntare il dito contro qualcuno in particolare, ognuno ha il suo carattere: c’è chi esce quando le cose vanno male e chi si nasconde, è normale. Ognuno è diverso".

La replica di Spalletti: "Lui è dentro fino al collo, come ci sono io"

Parole e pensieri che lasciano sorpresi gli interlocutori in studio a tal punto da chiedere conferma diretta su quanto appena ascoltato, su un gruppo in cui c'è chi non è all'altezza, senza carattere, incapace di affrontare i momenti difficili: "Sì, sì, ho detto questo, ma non sto puntando il dito contro i ragazzi… c’è chi si nasconde".

Così, nella conferenza stampa immediatamente successiva, il contenuto di queste dichiarazioni forti viene riportato a Luciano Spalletti: Bremer è giusto che analizzi e risponda, da capitano, spiega il tecnico che però manifesta non poca distanza dal contenuto di quelle dichiarazioni. "Però lui è dentro alla partita di stasera come ci sono io", anche se per squalifica si trovava non in panchina ma in tribuna. "Lui c'è dentro: prima di parlare di noi stessi, bisogna parlare della squadra. Sarebbe troppo facile andare a cercare colpe altrove. Bremer non è escluso dalla prestazione, ci è dentro fino al collo anche lui".

autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views