Lo Stadium fischia, Luciano Spalletti rischia: sta facendo peggio di Tudor e sullo sfondo spunta Conte

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In casa Juventus non si pronuncia la parola esonero nei confronti di Luciano Spalletti. Ma i numeri lo condannano, sta facendo peggio di Igor Tudor, esonerato all’8a giornata un anno fa. E sullo sfondo ritorna il nome che tutti i tifosi rivorrebbero: Antonio Conte.

I numeri difficilmente mentono e quelli di questa Juventus in mano a Luciano Spalletti sono pessimi. Dopo 7 giornate, solamente 11 punti, solo 3 vittorie e già 2 sconfitte, con 8 gol incassati ma soprattutto solo 9 quelli segnati da un attacco più che sterile di fronte cui il tecnico stenta a trovare il filo che sleghi la matassa. Così, di fronte al KO arrivato di fronte ai propri tifosi contro la Lazio, arriva anche l'ombra più pesante con cui fare i fronti nei prossimi giorni, quella del possibile esonero: perché, numeri alla mano, oggi Spalletti sta facendo peggio del suo predecessore, Igor Tudor. Che venne esonerato all'ottava giornata e anche per il croato fu fatale la sfida diretta, persa, contro la Lazio.

Una storia che rischia di ripetersi a distanza solamente di un anno: i numeri, ancora una volta, tornano a suonare come condanna. Dopo 7 giornate di serie A la Juventus di Tudor si ritrovava a quota 12 punti, a -4 dalla vetta, un ruolino di marcia che venne considerato insoddisfacente dall'allora assetto dirigenziale guidato da Cobolli e che finì per la scelta del cambio in panchina, optando su Spalletti preferito a Palladino. Oggi, dopo le stesse partite, la situazione è anche peggiore con la Juventus scivolata a -8 dal duo di testa Inter-Lazio.

Juventus in confusione, la delicata posizione di Spalletti

Non si parla ancora di esonero o avvicendamento in panchina, alla Continassa si analizza la situazione, al momento. Perché il calendario non ammette pause: fra tre giorni c'è il Rennes in Europa League, poi due trasferte che fan tremare i polsi a Lecce e a Genoa, fino al big-match del 1° novembre, ancora in casa, contro il Napoli. Eppure, l'aria attorno a squadra e tecnico restano più che pesanti e il clima post partita non dei più sereni. Bremer è stato chiaro nel proprio pensiero, Spalletti anche nello smontarlo pezzo per pezzo. Nel mezzo, una dirigenza e proprietà che tacciono prendendosi un istante di riflessione che non può non considerare eventuali alternative che potrebbero diventare concrete nel momento in cui i risultati continuassero ad essere insoddisfacenti.

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Juventus desolata contro la Lazio: pesante sconfitta 3–0 davanti al proprio pubblico

Spalletti e l'ombra dell'esonero: i numeri gli danno contro

Il tecnico solamente nell'aprile scorso aveva concordato il prolungamento a giugno 2028 a 5,5 milioni a stagione, incassando la fiducia della società malgrado il deludente finale di campionato che relegò i bianconeri ai margini dell'Europa. Nel mezzo, una rivoluzione dirigenziale e una campagna acquisti votata alla ricostruzione di un progetto tecnico votato a giovani e volti nuovi: ma il trend è rimasto lo stesso, con la squadra sempre lontanissima dalle prime, sia nel gioco sia nei risultati. Oggi, Luciano Spalletti non è stato lasciato solo come fu per Tudor, ma i bonus sembrano oramai finiti: per il suo futuro in bianconero conterà solo una cosa, il risultato.

La soluzione è Antonio Conte: il suo possibile ritorno alla Juve

Ma chi, per l'eventuale dopo Spalletti? Il nome forte è solamente uno: Antonio Conte. L'ex Napoli che si è sganciato in estate dal Napoli affidandolo ad Allegri, altro guru della panchina ad essere borderline, è il reale candidato alla panchina della Juventus. Inutile ricordare il legame che lo lega ad un club con cui ha scritto la storia sia in campo sia da allenatore, facile intuire che i pensieri, e non solo da parte dei tifosi, si siano rivolti subito a lui come l'uomo giusto al momento giusto per risanare e ripartire prima che sia troppo tardi.

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Conte in estate arrivò alla risoluzione consensuale col Napoli, rinunciando ad una firma da 7-8 milioni di euro. Poi, restò imbattuta la pista che avrebbe potuto riportarlo in Nazionale per il post Gattuso, restando libero a osservare le evoluzioni di una stagione che, pur ancora alle sue fasi iniziali, lo richiama a gran voce. A Torino.

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