Dopo le critiche per il suo gesto sconsiderato, la multa dei Carabinieri e la denuncia per aver violato la quarantena, Emanuele Ndoj ha voluto scusarsi con tutti attraverso una storia postata sul suo profilo Instagram: "Ho sbagliato. Non dovevo uscire di casa. È vero. Mi dispiace e chiedo scusa, volevo solo prendere un po' d'aria perché da settimane non uscivo, ma accusatemi solo di questo – ha scritto il calciatore del Brescia – Non fatelo per colpe che non ho perché non ho mai messo in pericolo nessuno, ho salutato degli amici incontrati per caso, da lontano, e non sono mai entrato in nessun bar".

"Era mezzanotte passata e quel bar, a 500 metri da casa mia, era chiuso da più di un'ora e non c'era più nessuno – ha aggiunto Ndoj – Peraltro ero negativo all'ultimo tampone fatto e sarei risultato negativo anche a quello del giorno dopo. Dovevo avere pazienza e aspettare il secondo esito, ok, lo ammetto. Ma non metterei mai in pericolo qualcuno".

L'incontro al bar con gli amici

Il giocatore delle ‘Rondinelle' era stato pizzicato giovedì scorso, insieme ad altri tre coetanei (due uomini e una donna, anche loro in isolamento perché positivi al Covid) all'esterno di un locale della città nonostante la quarantena imposta dall’ufficio Malattie Infettive dell’ATS di Brescia. Il nome del calciatore italiano naturalizzato albanese, era venuto fuori dopo la sua vacanza in Sardegna con Sandro Tonali e un altro componente della rosa bresciana poi risultato positivo. Emanuele Ndoj non è però il primo a violare la quarantena. Nelle scorse settimane diversi suoi colleghi sono infatti usciti di casa durante il regime di isolamento. Tra questi anche l'ex interista Gabigol, che nel maggio scorso violò la quarantena obbligatoria imposta dal governo brasiliano per organizzare una festa con amici nella sua abitazione.