Dopo l'abbuffata di gol nel match amichevole con la Moldavia, la Nazionale di Roberto Mancini torna in campo a Danzica per la Nations League. Questa volta si farà sul serio e di fronte a Bonucci e compagni ci sarà la Polonia di Arek Milik. "Quella di domani e quella con l'Olanda sono due partite importanti, non so se saranno già decisive. Non abbiamo programmato niente. Turn over? Prima questa gara contro la Polonia, poi valuteremo", ha dichiarato il commissario tecnico azzurro in conferenza stampa.

Alla vigilia della terza partita del nostro girone, nel quale l'Italia è in testa con 4 punti, Mancini ha dunque analizzato l'impegno e parlato della condizione dei suoi giocatori: "Ho ancora un paio di dubbi di formazione, devo valutare la condizione fisiche di alcuni calciatori, ma non sono troppi gli interrogativi in vista della partita. Il cammino dei miei ragazzi? Speravo che partita dopo partita la squadra migliorasse e così è stato. Sono stati molto bravi, il merito è loro perché sono stati rapidi ad apprendere".

Il ct punta su Chiellini per fermare Lewandovski

La sfida tra Polonia e Italia metterà di fronte due grandi attaccanti: Robert Lewandowski e Ciro Immobile. "Credo che sia uno dei migliori al mondo e che lo sia da parecchi anni – ha aggiunto Mancini – È un dispiacere non averlo visto giocare in Italia. Lewandovski è fondamentale per la Polonia, che però è formata anche da altri giocatori molto bravi. Chi lo marcherà? Valuteremo le condizioni di Chiellini nella rifinitura, se starà bene giocherà lui. L’Italia ha sempre avuto i migliori difensori al mondo e li ha anche oggi. Ciò non toglie che come squadra possiamo migliorare molto".

Di fronte alla domanda sul perché Immobile segna di meno quando veste l'azzurro, il ct non si è mostrato per nulla preoccupato: "Tutte le volte che Ciro ha giocato con noi ha sempre fatto bene. Se noi giocassimo 38 partite di seguito, segnerebbe 25 gol, purtroppo ci ritroviamo una volta ogni tanto e diventa più difficile. Siamo felici di avere Immobile, Belotti, Caputo, attaccanti molto bravi. Vogliono tutti giocare, a nessuno piace stare in panchina. Noi però sviluppiamo un determinato sistema di gioco, che fin qui ci ha regalato soddisfazioni, e qualcuno purtroppo deve soffrire".