Sono tutti negativi i tamponi effettuati su calciatori e staff del Napoli nella giornata di ieri, a due giorni dalla sfida di campionato con il Genoa, dopo i 14 casi di positività al coronavirus riscontrati nel club ligure. L'attesa per il responso del primo giro di controlli era stata scandita dall'ansia. Un timore pienamente giustificato da parte della società e dei calciatori, soprattutto in relazioni ai familiari e agli affetti più cari. Domani pomeriggio e poi nuovamente sabato a ridosso della partita con la Juve (in programma domenica sera alle 20.45), giocatori e staff verranno sottoposti ad altri screening per valutare le condizioni del gruppo e quando sarà più attendibile il risultato effettivo del tampone.

Il caso ‘focolaio Genoa' era scoppiato a 24 ore di distanza dalla gara di campionato che, domenica scorsa, era stata giocata allo stadio San Paolo e vinta dagli azzurri con un risultato tennistico (6-0). Avvisaglie della situazione in atto si erano avute nell'immediata vigilia dell'incontro, quando il Grifone aveva comunicato la positività al Covid-19 del portiere, Mattia Perin. Nel caso specifico scattò la normale procedure di isolamento fiduciario e la necessità di effettuare tamponi per testare il resto della squadra. In base alla verifica, emersero valori sospetti anche per un altro calciatore, Schone. Fu proprio a causa di queste criticità che venne chiesto lo spostamento del match, inizialmente in calendario per le ore 15. Venne posticipato di 3 ore (ore 18) così da permettere ai liguri di organizzare diversamente i tempi della trasferta.

Le proporzioni del contagio tra le fila dei rossoblù (14 positivi, 10 calciatori e 4 membri dello staff) hanno fatto scattare un campanello d'allarme in Serie A, alimentando il dubbio che la stagione possa essere momentaneamente interrotta e le prossime gare (Genoa-Torino e Juventus-Napoli) essere rinviate. Né dal ministero, né dal Governo, né dai vertici del calcio italiano sono arrivate decisioni in tale senso.