L'eco della vittoria ottenuta in Austria dal Napoli di Carlo Ancelotti, è arrivata fino in Argentina dove un tifoso speciale della squadra partenopea ha ovviamente festeggiato e brindato alla vittoria in Champions League. Intervistato dal ‘Corriere dello Sport', Diego Armando Maradona è così tornato a parlare della sua squadra del cuore e del suo record battuto da Dries Mertens.

L'applauso di Diego

"Per me non è stato un dispiacere. Anzi, l’ho applaudito, Mertens – ha spiegato l'ex bandiera napoletana e attuale allenatore del Gimnasia La Plata – Quando ha fatto gol ho pensato al Napoli in vantaggio e non certo a me. ​Io le vedo tutte, le partite; soprattutto quelle di Coppa dei Campioni. Col Salisburgo è stata emozionante, non bellissima, ma bella perchè quando si vince è sempre bello".

Il segno indelebile che l'attaccante belga ha lasciato nella storia della società campana è stato al centro della lunga chiacchierata tra Maradona e la stampa italiana: "Mertens si è dovuto inventare centravanti? Non è così, lui è nato centravanti ma non lo sapeva – ha dichiarato Diego – Tutti quei gol non li può fare uno che non è attaccante nell'anima, oltre che nel piede".

Il futuro di Mertens

Le prossime ore saranno decisive per il rinnovo di Dries Mertens. Il presidente De Laurentiis avrebbe già pensato ad un biennale (o triennale) alle stesse cifre di oggi: quattro milioni più bonus. Ora tocca al giocatore prendere la decisione. "Mertens verso l'addio? Mi piacerebbe fare qualcosa affinché questo non accada – ha aggiunto Maradona – A Mertens posso dire che se è giusto e sacrosanto per un professionista cercare sempre più ricchi ingaggi, è vero anche che in nessun altro angolo del mondo si sentirebbe amato, rispettato, coccolato e importante come a Napoli".

L'invito di Maradona a De Laurentiis

Di fronte alla difficile trattativa tra il club partenopeo e l'entourage del giocatore belga, Maradona ha chiuso l'intervista con un invito appassionato ad Aurelio De Laurentiis: "Allora, caro presidente, questo ragazzo non fartelo scappare. Ha più di trent’anni, lo so, ma corre e gioca e fa gol con le freschezza e l’entusiasmo di un ragazzo. Poi, se proprio dovesse andare via, sappia Mertens, che a La Plata nel mio Gimnasia un posto per lui ci sarà sempre".