È successo di tutto nei primi minuti di Lecce-Lazio, tra gol e materiale immediato per episodi da moviola. La prima svolta dell'incontro arriva subito, il tempo di due minuti: Mancosu prende palla poco dopo il centrocampo, arriva al limite dell'area e batte Strakosha con un gran tiro dalla distanza, dritto all'incrocio. Rete bellissima, ma dal VAR avvisano Maresca: c'è qualcosa che non va. Dopo un silent check, gli addetti al VAR consigliano all'arbitro di fare una on-field review per controllare lui stesso. E Maresca non può non vedere il tocco con il braccio di Mancosu quando si aggiusta il pallone per involarsi verso la porta biancoceleste. Non conta che il pallone rimbalzi sulla coscia del giocatore e successivamente sul braccio: per la regola del fallo di mano, non può esserci alcun tocco di mano – volontario o involontario – nell'azione che porta alla realizzazione di un gol. Corretta, dunque, la decisione di annullare la bellissima rete della squadra di Liverani.

Il pepe è anche nella coda del primo tempo, con un'altra decisione cruciale oggetto di lunghe riflessioni da parte di Maresca. Calderoni va al cross dall'interno dell'area di rigore e incontra l'opposizione di Patric, che in scivolata va a respingere il pallone. La sfera rimbalza prima sul corpo, poi sul braccio del difensore spagnolo. Maresca concede subito il rigore, poi consulta il VAR e si affida ad una nuova on-field review per prendere la decisione finale. Con l'ausilio delle immagini, il direttore di gara conferma la prima decisione: il braccio di Patric viene reputato troppo largo e contribuisce ad occupare volume, circostanza che viene punita dal regolamento nonostante il primo tocco tra pallone e coscia.

Inevitabile anche la decisione che Maresca si è trovato a dover prendere nel finale di partita, al cospetto del morso di Patric a Donati: è stato il VAR a suggerire all'arbitro la scena, che gli era sfuggita in presa diretta.