Mirwan Suwarso dopo Como-Inter: “Chi manca di rispetto, allo stadio non sarà il benvenuto”

Il presidente del Como, Mirwan Suwarso, ha condiviso un post sui social nel quale si dice "orgoglioso" per la prestazione offerta in campo dalla squadra (nonostante la sconfitta subita in rimonta e la ricaduta sul piazzamento Champions) contro l'Inter ma fortemente "deluso" per alcuni episodi avvenuti sugli spalti e per il comportamento in tribuna di alcuni tifosi nei confronti della "delegazione avversaria". Le sue dichiarazioni sono due facce della stessa medaglia: l'una sportiva e l'altra etica, entrambe centrali nella visione del club.
L'orgoglio per la prestazione del Como nonostante la sconfitta
Il primo passaggio del suo intervento è dedicato alla squadra e allo spirito mostrato nel corso del match. Resta l'amaro in bocca per il risultato di 3-4 maturato dopo il vantaggio iniziale di 2-0, ma nel complesso la valutazione da parte di Suwarso non può che essere positiva. Onore e spirito sono le due parole chiave che definiscono il calcio identitario e il progetto tecnico-societario dei lariani.
Nonostante il risultato finale, sono incredibilmente orgoglioso della nostra squadra. Ha dato tutto in campo e ha combattuto con vero onore. Questo è lo spirito che ci definisce.
La critica ai comportamenti in tribuna d'onore
Subito dopo, però, il presidente sposta l'attenzione su un tema più delicato, legato ad alcuni comportamenti registrati in tribuna. Ed è argomento che ritiene precipuo rispetto al resto: una distinzione netta tra la passione sportiva, che si riverbera anche nel tifo più acceso, e il rispetto istituzionale, che non dovrebbe mai venire meno al netto delle emozioni forti.
Tuttavia, l'orgoglio per la nostra prestazione non può superare la mia delusione per il comportamento mostrato da alcuni nella tribuna d’onore nei confronti della delegazione avversaria. Capisco che il calcio porti emozioni intense, ma non dobbiamo mai perdere di vista chi siamo.
Il richiamo ai valori del club e al rispetto degli ospiti
Il passaggio successivo rafforza il concetto di identità del club e di responsabilità comportamentale. L'idea di "ospiti" è centrale: il calcio è interpretato come un contesto di confronto, ma anche di convivenza civile tra club.
Il nostro è un Club con valori solidi e la dignità è uno di quelli più importanti. Questa dignità deve estendersi oltre il campo, verso i nostri avversari, i loro tifosi e soprattutto i loro dirigenti e rappresentanti. Sono nostri ospiti e meritano rispetto.
Una presa di posizione determinata e le possibili ripercussioni
Il lungo messaggio di Suwarso si conclude con un impegno deciso sia sul piano disciplinare sia organizzativo. Il massimo dirigente lo dice chiaramente: "non sarà il benvenuto" chi non in grado di tenere un certo profilo comportamentale.
Scherni e insulti nella tribuna d'onore non rappresentano il club che stiamo costruendo. Minano i valori stessi che difendiamo. Lavoreremo per difendere questi valori, con fermezza e coerenza. Prenderemo le misure necessarie per garantire che questo standard venga rispettato. L’integrità del nostro club e il progresso della lega nel suo insieme dipendono dal rispetto reciproco. Chi non sarà in grado di rispettarlo non sarà il benvenuto. Cresciamo insieme, con dignità e integrità, dentro e fuori dal campo.
In queste righe si passa dalla riflessione all'azione e scolpisce un principio che va ben oltre la logica del risultato: il club è pronto a intervenire per tutelare la propria immagine e mantenere uno standard coerente con i valori che s'è prefissato.